Cassibile festeggia il suo Santo Patrono

Cassibile festeggia il suo Santo Patrono

Cassibile festeggia il suo Santo Patrono

da Annalisa Amico
Domenica 8 aprile si sono conclusi i festeggiamenti in onore di San Giuseppe, Santo e Patrono di questa periferica cittadina. Ai margini di una amministrazione più grande, che fa capo alla città di Siracusa e, abituato a contare solo sulle proprie forze, questo “paeseddu”, ancora una volta, ha dato prova di tenacia sociale.

Il comitato di San Giuseppe, coadiuvato da don Salvatore Arnone, anche quest’anno, è riuscito a realizzare una festa religiosa e patronale di tutto rispetto, nonostante le esigue forze economiche messe in campo. Mettiamoci in testa che ogni festa patronale diventa il cuore della tradizione di un popolo, di un paese, ed è la sua cultura e la sua memoria. Al tempo stesso, se adeguatamente supportata dalle autorità amministrative preposte, può divenire un momento di sviluppo sociale, economico, soprattutto attraverso la valorizzazione nonché “sponsorizzazione” del territorio. L’importante è cercare di consegnare e divulgare una certa percezione della fede e dello spirito di appartenenza ad un luogo entro il quale e con il quale identificarsi nel mondo.

Cassibile festeggia il suo Santo Patrono
Foto di Salvatore Carone

Oggi le comunità in generale, tendono a distruggere i valori del passato sostituendoli con lasciti globalizzati e impersonali, fedeli solo al momento liquido. Cassibile, è un paese difficile da questo punto di vista, perché è abitato da una realtà multiculturale interna e extracomunitaria che porta ad esprimere in modo differenziato cultura e riti culturali.

Don Salvatore Arnone da più di 5 anni ipoteca se stesso ad un percorso di formazione per far sì che le differenze, insite in questo paese famoso per l’armistizio, possano essere quel trampolino di lancio che aiuti a promuovere ricchezze e valori di vario colore ma sotto un unico cielo, quella della fratellanza e della condivisione. E questa seconda domenica di aprile ci siamo un po’ riusciti.

Foto di Salvatore Carone

Spinti dall’esperienza pasquale che ha visto gruppi e comunità partecipi e numerosi, i fedeli del luogo hanno aderito in maniera attiva e massiccia alle due processioni in programma, fino a quando, a tarda sera, la piazza che il campanile abbraccia e protegge, ha accolto la statua di San Giuseppe acclamata dall’intero paese. Subito dopo l’asta di beneficienza, il sagrato ha testimoniato di festa, musiche e danze che, lo spettacolo pirotecnico, ha finalmente congedato a tarda notte.

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