Parrocchia di Cassibile in difesa delle donne FOTO E VIDEO

Ed è stato un intervento inaspettato e sorprendente: un inno alla Dea Madre dal grembo fecondo e generoso

Parrocchia di Cassibile in difesa delle donne

Parrocchia di Cassibile in difesa delle donne

da Annalisa Amico
CASSIBILE – Il dibattito sulla violenza contro le donne e sul suo estremo epilogo, il femminicidio, è diventato ormai ineludibile. Lo sanno bene le sentinelle dello sportello antiviolenza di Cassibile e della loro condottiera, Raffaella Mauceri, che recentemente ha rappresentato la Rete Centri antiviolenza di Siracusa, della quale è fondatrice, in una serata evento che si è dispiegata tra i banchi della chiesa di questo periferico paese. Una location non insolita se pensiamo che promotore dello sportello che opera nel territorio cassibilese è proprio don Salvatore Arnone, parroco pro tempore della chiesa di San Giuseppe a Cassibile.

Essa è l’abominevole modalità attraverso la quale gli uomini, incapaci di definire in modo fertile e pacifico il concetto di mascolinità, impongono il proprio potere sulle donne, facendosi veltro di una società che agisce sulla loro forma mentis in modo subdolo e strutturale, spalleggiandoli con stereotipi di comodo. Una società culturale che con riluttanza legislativa e solo dopo anni, ha legittimato il termine “femminicidio” nel suo vocabolario penale; perché dare un nome alle cose le fa essere reali.

Uno dei problemi che accompagnano il campionario di questa forma di abuso è quel certo comportamento misogino che spesso impedisce il riconoscimento “ufficiale” della violenza, soprattutto domestica, fino a quando il medico legale non deve per forza attuare piuttosto un altro tipo di riconoscimento, quello del cadavere di una donna. Dare identità alla violenza sulle donne prima che sia troppo tardi, è una delle mete educative che le operatrici dei centri antiviolenza si propongono di raggiungere. Questa la denuncia, questo il dibattito, nella serata evento dove Selenia Saragozza, Patrizia Casella e tutte le componenti dello sportello antiviolenza di Cassibile, si sono riproposte di fare con l’aiuto di alcune catechiste, e con il sostegno della Compagnia teatrale Liolà. E così, l’altare che ad ogni celebrazione si imbandisce della fede e delle sofferenze dell’assemblea domenicale, è divenuto palcoscenico di uno squarcio sociale che bilancia abuso e forma in modo scandaloso. “Non è colpa mia, non è colpa mia. Mi chiamo Valentina e credo nell’amore …”, recitava proprio così il personaggio interpretato da Paola Cortellesi nel duetto con l’attore Santa Maria nel 2016, ripreso dai teatranti cassibilesi nella serata contro il femminicidio.

Ringraziamenti alla presidente della Rete, avv. Daniela La Runa assente perché convocata a ricevere una targa per l’impegno civile profuso in favore di donne e bambini vittime di violenza di genere, opportunamente sostituita dalla vice presidente, avv. Alessia Lo Tauro: “La violenza domestica è il sintomo di un problema che non è solo delle donne, ma di tutta la società e tutta la società se ne deve fare carico” ha detto.

E non poteva mancare Raffaella Mauceri, invitata come sempre da padre Arnone in virtù della loro ormai quarantennale amicizia. “Irrinunciabile e necessaria – aggiungono le volontarie Selenia Saragozza e Patrizia Casella – la partecipazione della nostra maestra e ideologa alla quale abbiamo chiesto di chiudere la manifestazione con il suo intervento”.

Ed è stato un intervento inaspettato e sorprendente: un inno alla Dea Madre dal grembo fecondo e generoso, quintessenza del Femminile, quintessenza dell’Amore. Un intervento ascoltato in religioso silenzio e salutato da un lungo unanime caloroso applauso.

 

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