Cammino di San Giacomo, Sicilia rilancia i territori rurali!

Pane del Pellegrino e Custodi per valorizzare il territorio!

📌 FLASH NEWS – Il 9 settembre a Caltagirone la Regione Siciliana presenta il progetto pilota sul Cammino di San Giacomo: Pane del Pellegrino, Custodi del Cammino e aziende agricole per valorizzare i 130 chilometri da Caltagirone a Capizzi!!


Il Cammino di San Giacomo in Sicilia si prepara a entrare in una nuova fase, nella quale pellegrinaggio, agricoltura, produzioni locali e comunità saranno collegati attraverso un progetto pilota promosso dalla Regione Siciliana. L’iniziativa sarà presentata mercoledì 9 settembre alle ore 11 al Palazzo comunale di Caltagirone e riguarderà l’itinerario che conduce fino a Capizzi, attraversando territori delle province di Catania, Enna e Messina.

Il piano nasce dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, guidato dal vicepresidente della Regione Siciliana e assessore Luca Sammartino. L’obiettivo è ampliare il significato del Cammino, trasformando il percorso religioso in uno strumento capace di mettere in relazione chi lo percorre con aziende agricole, produttori, artigiani, strutture ricettive e comunità locali.

Un itinerario di circa 130 chilometri nella Sicilia interna

Il progetto interessa circa 130 chilometri tra Caltagirone e Capizzi, lungo un tracciato che attraversa una Sicilia distante dai principali poli turistici costieri. Il percorso diventa così il punto di collegamento tra territori diversi, accomunati dalla presenza di attività agricole, piccoli centri, produzioni agroalimentari e paesaggi rurali.

La strategia regionale punta a fare del Cammino una cerniera economica e culturale della Terra di Sicilia, affiancando alla dimensione religiosa e spirituale un sistema di esperienze direttamente legate ai luoghi attraversati.

Nel progetto tecnico è previsto il coinvolgimento delle aziende agricole presenti lungo l’itinerario, insieme a interventi destinati alla sicurezza del tracciato, alla realizzazione della nuova segnaletica e alla predisposizione di aree attrezzate e punti di ristoro.

Il Pane del Pellegrino lega il viaggio ai grani siciliani

Uno degli elementi destinati a caratterizzare il progetto sarà il “Pane del Pellegrino”, che verrà presentato durante l’appuntamento del 9 settembre a Caltagirone. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento Sviluppo Rurale, intende creare un legame immediato tra l’esperienza del pellegrinaggio e la produzione dei grani siciliani.

Il pane, alimento tradizionalmente associato al viaggio e alla sosta dei pellegrini, viene scelto come elemento identitario del percorso. La finalità è quella di collegare un prodotto essenziale della tradizione alimentare alle produzioni agricole dei territori attraversati.

Secondo Luca Sammartino, il pellegrino può diventare un ambasciatore della Sicilia rurale quando durante il viaggio entra in contatto con il sistema produttivo locale. L’incontro con allevatori, caseifici, artigiani e aziende agricole e la possibilità di acquistare direttamente i prodotti permettono, nella prospettiva delineata dalla Regione, di generare un valore economico destinato a rimanere nelle comunità attraversate.

Nasce la rete dei Custodi del Cammino

Accanto al Pane del Pellegrino sarà presentata la rete dei “Custodi del Cammino”, pensata per trasformare l’itinerario in un sistema diffuso di esperienze e relazioni. Il percorso non viene quindi considerato esclusivamente come una successione di sentieri e località, ma come un’infrastruttura territoriale intorno alla quale mettere in comunicazione persone e attività.

Il progetto punta infatti a coinvolgere direttamente chi vive e lavora nelle aree attraversate. Aziende agricole, strutture di accoglienza, produttori e artigiani diventano parte dell’esperienza proposta al pellegrino, contribuendo contemporaneamente alla promozione delle eccellenze agroalimentari della Sicilia interna.

La Regione intende così affiancare alla valorizzazione del tracciato una rete capace di accompagnare il visitatore durante le diverse tappe, creando occasioni di conoscenza delle produzioni e delle comunità locali.

Dai cereali agli uliveti fino alla zootecnia dei Nebrodi

Il Cammino attraversa paesaggi agricoli che cambiano progressivamente procedendo verso Capizzi. Nel primo tratto, fra Caltagirone e Mirabella Imbaccari, le vecchie linee ferroviarie si inseriscono in vallate caratterizzate da coltivazioni di cereali e foraggio, uliveti e campi di fichidindia.

Proseguendo verso Valguarnera e Assoro, il paesaggio è segnato ancora dai cereali e conduce alla Piana di Dittaino, dove sono presenti attività agroalimentari e frutteti. Salendo in direzione di Assoro tornano gli uliveti e i piccoli appezzamenti rurali.

Tra Assoro e Nissoria sono invece ancora visibili tracce di antichi terrazzamenti destinati alla coltivazione della vite. Successivamente il territorio torna ad aprirsi tra campi di grano, foraggio, uliveti e greggi al pascolo.

Avvicinandosi a Nicosia e Capizzi, alle porte dei Nebrodi, assume maggiore rilievo il settore zootecnico e caseario. Il percorso diventa quindi una rappresentazione concreta della varietà agricola presente nelle diverse aree della Sicilia interna.

Il Cammino come esperienza territoriale completa

La Regione Siciliana vuole utilizzare questa diversità come parte integrante dell’esperienza del pellegrino. La prospettiva indicata dall’assessorato è quella di promuovere una destinazione religiosa collegandola alla conoscenza del territorio, delle produzioni e delle persone che vi operano.

Il progetto si inserisce inoltre nelle politiche regionali rivolte alla trasformazione e alla promozione delle eccellenze agroalimentari, alla valorizzazione delle aree interne e alla diversificazione delle fonti di reddito delle imprese agricole.

In questa impostazione il Cammino non rappresenta soltanto un itinerario da percorrere, ma una possibilità di permanenza nei territori. Chi procede a piedi, in bicicletta o a cavallo segue infatti ritmi differenti rispetto a quelli del turismo tradizionale e necessita di servizi distribuiti lungo le tappe.

L’economia della lentezza coinvolge i piccoli comuni

È su queste caratteristiche che si fonda il modello dell’economia della lentezza richiamato dal progetto. Il pellegrino deve fermarsi per dormire, mangiare, rifornirsi e riposare. Durante queste soste entra in contatto con le persone e con le attività economiche presenti nei centri attraversati.

Ogni tappa può quindi rappresentare un’opportunità per un piccolo comune, un’azienda agricola o un produttore. Il valore economico generato dal viaggio viene così collegato direttamente alla permanenza sul territorio e alla fruizione dei servizi locali.

La dimensione del Cammino permette inoltre di mettere in relazione realtà appartenenti a tre diverse province siciliane, costruendo una continuità tra territori che condividono la vocazione agricola ma presentano paesaggi, produzioni e caratteristiche differenti.

A Caltagirone la presentazione con istituzioni e diocesi

Il progetto pilota sarà illustrato mercoledì 9 settembre alle ore 11 nel Palazzo comunale di Caltagirone. Alla presentazione, insieme al vicepresidente della Regione Siciliana e assessore Luca Sammartino, parteciperanno rappresentanti delle diocesi e delle amministrazioni interessate dal percorso.

Sono annunciati il vescovo di Acireale e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana monsignor Antonino Raspanti, il vescovo di Caltagirone monsignor Calogero Peri, il vescovo di Piazza Armerina monsignor Rosario Gisana, il vescovo di Nicosia monsignor Giuseppe Schillaci e il vescovo di Patti monsignor Guglielmo Giombanco.

Saranno presenti anche i sindaci dei territori attraversati e Totò Trumino, ideatore del Cammino. L’appuntamento di Caltagirone segnerà quindi l’avvio del progetto con la presentazione dei Custodi del Cammino e del Pane del Pellegrino, primi elementi della rete con cui la Regione punta a collegare pellegrinaggio, agricoltura, comunità ed eccellenze agroalimentari della Sicilia interna.

By Morena Zingales

Giornalista professionista

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