Cassibile, raccolta fondi per dare una casa all’Armistizio

Un bene confiscato diventerà custode della memoria storica

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Dalla firma del 1943 a un luogo permanente della memoria

Un museo a Cassibile per conservare documenti, testimonianze e cimeli legati all’Armistizio firmato il 3 settembre 1943. È il progetto dell’Associazione Centro Studi Storico Culturali KAKIPARIS, che ha avviato una raccolta fondi con un obiettivo di 30mila euro destinati all’allestimento della struttura.

L’iniziativa è stata lanciata in occasione dell’83° anniversario dello storico avvenimento e punta a rendere operativo lo spazio entro la ricorrenza del 2027.

Fu proprio nelle campagne di Cassibile che il generale Giuseppe Castellano, per conto del governo italiano, sottoscrisse l’armistizio con gli Alleati. Un passaggio cruciale della Seconda guerra mondiale avvenuto lontano dalle grandi capitali e rimasto indissolubilmente legato al territorio siciliano.

Anni di ricerca alla base del progetto

Il Centro Studi KAKIPARIS lavora da tempo alla raccolta del patrimonio relativo a quella pagina storica. Fotografie, testimonianze, documenti e oggetti sono stati recuperati con l’obiettivo di preservarli e renderli disponibili al pubblico.

L’associazione ha successivamente vinto il bando pubblico per la realizzazione del Museo Etnostorico dell’Armistizio del 3 Settembre 1943, creando le condizioni per trasformare il lavoro di ricerca in un percorso espositivo stabile.

La necessità di una struttura permanente nasce anche dalla progressiva scomparsa dei testimoni diretti e dal rischio che materiali e fonti possano disperdersi con il trascorrere degli anni.

Il museo sorgerà in un immobile confiscato

La sede sarà realizzata in via delle Magnolie 66, all’interno di un edificio confiscato alla criminalità organizzata e concesso gratuitamente dal Comune di Siracusa all’associazione.

Una destinazione che attribuisce all’intervento anche un forte significato simbolico: un bene un tempo collegato al potere criminale viene restituito alla collettività attraverso cultura, ricerca e conoscenza storica.

Lo spazio è dunque già disponibile. La fase da affrontare riguarda ora la sua trasformazione in una struttura museale vera e propria.

Vetrine, testimonianze audiovisive e accessibilità

I fondi raccolti saranno impiegati per acquistare le vetrine espositive e realizzare pannelli didattici multilingue. Sono previsti inoltre il restauro e la messa in sicurezza dei cimeli destinati all’esposizione.

Il percorso comprenderà strumenti audio-video attraverso i quali rendere fruibili le testimonianze orali conservate dall’associazione. Saranno necessari anche un’illuminazione specifica per gli ambienti museali e interventi finalizzati all’accessibilità degli spazi.

L’intenzione è costruire un luogo rivolto non soltanto ai visitatori, ma anche alle nuove generazioni e agli studiosi interessati ad approfondire gli avvenimenti del 1943.

La campagna coinvolge direttamente i sostenitori

Chi parteciperà alla raccolta potrà ricevere differenti riconoscimenti collegati all’entità del contributo. Tra questi è previsto l’inserimento del nome nell’Albo dei Sostenitori, mentre per i Patroni sarà collocata una targa permanente all’interno della struttura.

La sfida del Centro Studi KAKIPARIS è adesso quella di completare l’allestimento e aprire al pubblico uno spazio capace di raccontare stabilmente ciò che avvenne a Cassibile.

Un luogo storico che, attraverso il recupero di un bene confiscato, potrà assumere una nuova funzione pubblica: custodire le fonti del passato e renderle disponibili a chi vorrà conoscere una delle pagine decisive della storia italiana.

By Morena Zingales

Giornalista professionista

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