Cassibile, stop al femminicidio, rosso sangue – rosso Vita

Drappi rossi, nastri e sciarpe sventolalo a Cassibile

Cassibile, stop al femminicidio, rosso sangue – rosso Vita

di Annalisa Amico
All’alba dell’ennesimo atto di femminicidio, a Cassibile, come in molti altri paesi d’Italia, sventolano, di indignazione e rabbia, drappi rossi, nastri e sciarpe. Sono bandiere issate al Vento della denuncia sociale, politica e culturale, stendardi sui quali “ardono” i nomi di donne uccise da uomini incapaci di vivere, che danno la morte a chi non possono più controllare o possedere. Questa è la nostra era glaciale e selvaggia, della Terra del 2016.

Dall’inizio dell’anno, più di 100 le donne “eliminate” dalla vuota e crudele prepotenza maschile, più di 100 i crimini di femminicidio dei quali società, persone e istituzioni, sono conniventi e, più di 100, le volte che una donna, solo in questo anno, ha urlato a fiato perso prima di soccombere per indifferenza, assenteismo e egoismo, così come è successo a Sara Di Pietrantonio. Chissà se questa 22enne, a nome di tutte le altre già cadute in “prescrizione” (ma non per noi), merita una qualche risposta o reazione che per esempio giunga chiara e non “silenziosa” o, dialetticamente inutile, dalla ministra Elena Maria Boschi, la quale dovrebbe ricordarsi del “concetto di pari opportunità” che titola il suo ruolo politico e, magari, attivarsi al fine di sbloccare per esempio i fondi destinati ai centri antiviolenza sulle donne, unica ancora di salvezza per molte di loro.

A Cassibile oggi, 2 giugno, festa della Repubblica, si sono chiuse le porte al femminicidio, sbarrate e poi sigillate con nastri rossi. In questa periferica cittadina, alcune donne come Patrizia Casella, vice presidente di Quartiere e operatrice dello sportello antiviolenza contro le donne che opera nel territorio, supportato dalla Rete Centri antiviolenza di Raffaella Mauceri a Siracusa, hanno acceso il faro per rispondere e dare orientamento alla navigazione in rete di questa iniziativa che, da alcuni giorni, chiama alle armi uomini e donne. E così,  nel giorno della settantesima ricorrenza del voto delle donne italiane, anche noi dell’hinterland siracusano, abbiamo dichiarato la nostra ribellione e il nostro NO con drappi rossi, il colore del sangue che, vermiglio e implacabile, scorre “nella morte come nella vita”. Noi scegliamo la seconda e manifestiamo senza paura contro un CRIMINE, IL FEMMINICIDIO, il cui movente, è il GENERE FEMMINILE.

Cassibile

 

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Giornalista pubblicista