Dipendenti provincia di Siracusa, quale futuro e quali responsabilità?

Siamo sempre gli stessi dipendenti della Provincia Regionale di Siracusa che ogni mattina, puntualmente, ci ritroviamo al lavoro per assolvere ai nostri compiti d’ufficio, convinti di poter continuare a garantire i servizi essenziali al cittadino. Mese dopo mese, ci stiamo accorgendo che la situazione sta diventando insostenibile. Da quando il Presidente Crocetta ha annunciato in televisione “la Riforma Giletti” la situazione è radicalmente mutata. Non solo siamo diventati precari fra i precari ma, due anni di instabilità amministrativa e di gestione commissariale, hanno modificato le possibilità d’intervento riducendole a pochi e sparuti servizi. Due anni non sono bastati al Governo regionale per attuare la Riforma e riassegnare le funzioni, ma, purtroppo, sono serviti a risparmiare sui servizi per i cittadini. In due anni il danno che si sta procurando al territorio è inestimabile: progettazione ferma, fondi comunitari persi, scuole superiori senza manutenzione, diritto allo studio non più garantito per i trasporti e per l’assistenza agli studenti disabili, chilometri di strade provinciali in abbandono, interi comparti totalmente bloccati nei settori dell’artigianato, dell’edilizia, dell’agricoltura, dell’ambiente. Una situazione insostenibile che diventerà impossibile da controllare per le incertezze del Governo regionale che ancora proroga sino all’8 aprile i commissari. Disservizi che ogni giorno vengono puntualmente registrati dagli organi d’informazione che, maldestramente o per disinformazione adducono le responsabilità alle “ex Province” e anche ai dipendenti. Ultimi i casi del Liceo Gargallo e dell’Istituto Rizza o le denunce sullo stato di alcune strade provinciali dove, per mancanza di trasferimenti finanziari, non si è potuto intervenire.
I prossimi mesi saranno ancora più difficili da gestire e le risorse sempre più esigue non garantiranno, ad esempio, l’apertura per tutti i giorni della settimana delle scuole o la fornitura del carburante per il riscaldamento con il probabile ricorso ai doppi turni, inevitabile in tale situazione.
Abbiamo, inoltre, registrato la latitanza dei nostri rappresentanti politici che, sino ad oggi, hanno evitato di intervenire per paura di impopolarità, pur avendo avuto un ruolo gestionale e di controllo all’interno dell’Ente.
Noi dipendenti, individuati quali responsabili di questi disservizi, denunciamo questo scempio e ci meravigliamo che fino ad oggi nessuno, tra i cittadini o tra i rappresentanti di altre istituzioni, magari per disinformazione, abbia avuto il coraggio di individuare i veri responsabili dello sfascio. Per tale motivo, non avendo avuto l’imposizione del silenzio a tutti i costi, abbiamo deciso di impegnarci per una corretta e periodica informazione sullo stato dei fatti.
Da oggi nasce Provincia Out, una bacheca pubblica con un gruppo di redazione costituito da dipendenti dell’Ente.
Liberi Dipendenti Consorziati

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Giornalista pubblicista