Docufilm e testimonianze al Teatro ABC di Catania
Il 1983 rimane inciso nella storia dell’Etna come l’anno in cui la comunità etnea affrontò la forza del vulcano con disciplina e ingegno. La colata lavica, minacciosa e incessante, avanzava verso Nicolosi e i paesi alle pendici, imponendo una sfida che sembrava impossibile. Tecnici, istituzioni, operai e cittadini unirono energie e competenze, dando vita a un’operazione che ancora oggi viene ricordata come un’impresa leggendaria: deviare il corso della lava per salvare vite e territori.
Venerdì 28 novembre 2025, alle ore 18.00, il Teatro ABC di Catania ospiterà una serata commemorativa promossa dal Prof. Ing. Rosario Colombrita e dalla famiglia, con la proiezione di un docufilm e interventi dal vivo. L’iniziativa intende restituire alla collettività la memoria di un episodio che trasformò paura e incertezza in metodo e cooperazione. Non fu soltanto un intervento tecnico, ma un vero patto civile, simbolo di come la responsabilità condivisa possa piegare l’emergenza e generare sviluppo.
La cronaca di quei giorni racconta un’eruzione intensa tra marzo e maggio 1983, con nuove bocche a quota 2400 metri e un torrente di lava che minacciava boschi, infrastrutture e la viabilità. La svolta arrivò il 14 maggio, alle 4:09, quando le cariche esplosive aprirono una breccia nell’argine naturale, consentendo alla colata di deviare nel canalone artificiale. “Etna vinto”, titolò il quotidiano La Sicilia, celebrando il successo di un’operazione che vide protagonisti tecnici, operai, forze dell’ordine e comunità locali.
Il ricordo di quell’impresa restituisce il clima di attesa e prudenza vissuto dalle comunità etnee, mentre la Protezione civile gestiva afflussi e curiosi. Coraggio, disciplina e senso del dovere furono gli elementi decisivi di un’azione che oggi diventa patrimonio civico. L’evento al Teatro ABC non è solo celebrazione, ma invito a guardare avanti: coltivare scienza e tecnica, rafforzare la cooperazione tra istituzioni e cittadini, educare le nuove generazioni alla prevenzione.
La serata, riservata a inviti, rappresenta un atto di restituzione alla famiglia Colombrita e a quanti lavorarono in condizioni estreme. È anche un richiamo alla memoria come motore di futuro, capace di trasformare un episodio di emergenza in lezione di resilienza e responsabilità collettiva.
