Fontanarossa, 700 voli cancellati, assistenza ancora carente
📌 FLASH NEWS – Etna, caos voli a Catania: circa 700 cancellazioni e oltre 100mila passeggeri coinvolti. Altroconsumo ricorda i diritti a rimborso, riprotezione e assistenza. L’Unione nazionale consumatori denuncia carenze nei servizi aerei.
L’eruzione dell’Etna continua a produrre pesanti conseguenze sul traffico aereo da e per l’aeroporto di Catania Fontanarossa, con centinaia di collegamenti cancellati e decine di migliaia di viaggiatori costretti a modificare i propri programmi. Secondo le stime diffuse da Altroconsumo, sarebbero circa 700 i voli cancellati e oltre 100mila i passeggeri coinvolti nei disagi.
La situazione, secondo le informazioni disponibili, potrebbe non tornare alla normalità prima di venerdì 14 agosto. L’ultimo aggiornamento della Sac, la società che gestisce lo scalo catanese, indica infatti la sospensione degli arrivi fino alle ore 8 e delle partenze fino alle ore 2.
In questo scenario diventa centrale il tema dei diritti riconosciuti ai passeggeri, soprattutto per quanto riguarda rimborso dei biglietti, riprotezione su collegamenti alternativi e assistenza durante l’attesa. L’origine vulcanica dell’emergenza modifica infatti alcuni aspetti relativi alla compensazione economica, ma non elimina gli obblighi di assistenza previsti per le compagnie aeree.
Cosa può scegliere il passeggero dopo la cancellazione
Quando un collegamento viene cancellato, il viaggiatore dispone di diverse possibilità. Può chiedere il rimborso del biglietto, scegliere una riprotezione verso la destinazione finale nel più breve tempo possibile oppure optare per un volo alternativo in una data successiva.
La riprotezione rappresenta quindi uno degli strumenti principali per consentire a chi aveva programmato il viaggio di raggiungere comunque la destinazione. Il vettore deve proporre gratuitamente una soluzione alternativa e il nuovo collegamento deve risultare comparabile rispetto a quello originariamente acquistato.
Altroconsumo ricorda che la sistemazione proposta deve garantire condizioni equivalenti, anche per quanto riguarda la classe di viaggio, oppure condizioni superiori, senza richiedere al passeggero costi aggiuntivi. Il collegamento sostitutivo deve inoltre essere organizzato in prossimità della data prevista per la partenza, compatibilmente con le possibilità disponibili.
Il quadro è particolarmente complesso a Catania, dove la contemporanea cancellazione di un numero elevato di voli sta aumentando le richieste rivolte alle compagnie.
Pasti, hotel e trasferimenti restano un diritto
Il Regolamento comunitario n. 261/2004 stabilisce anche specifici obblighi di assistenza. Durante l’attesa i vettori devono fornire pasti e bevande in rapporto alla durata del disagio. Quando la partenza alternativa richiede uno o più pernottamenti, deve inoltre essere assicurata la sistemazione in albergo.
L’assistenza comprende anche il trasferimento tra l’aeroporto e la struttura individuata per il pernottamento, oltre al successivo viaggio di ritorno verso lo scalo.
Proprio su questo versante arrivano però le principali contestazioni dei consumatori. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, riferisce di numerose segnalazioni provenienti da Catania relative alla carenza di assistenza fornita ai viaggiatori rimasti senza collegamento.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, alcuni passeggeri avrebbero incontrato difficoltà persino nell’ottenere un voucher per acquistare qualcosa da mangiare. Una situazione che diventa ancora più delicata per chi, dopo la cancellazione, deve trascorrere una notte lontano da casa in attesa della nuova partenza.
Le segnalazioni sui voli dirottati verso Palermo
Tra le criticità indicate dall’Unione nazionale consumatori figura anche la gestione dei collegamenti dirottati sull’aeroporto di Palermo. In diversi casi, secondo quanto riferito da Massimiliano Dona, non sarebbe stato garantito dalle compagnie il trasferimento necessario.
La questione assume particolare rilevanza perché lo spostamento verso un aeroporto diverso comporta ulteriori difficoltà per chi deve raggiungere la destinazione originariamente prevista. Secondo il presidente dell’associazione, in una situazione di questo tipo i vettori dovrebbero predisporre soluzioni alternative e servizi di trasporto dedicati.
La pressione sull’intero sistema aeroportuale determinata dall’emergenza dell’Etna non elimina infatti il principio secondo cui il viaggiatore deve essere assistito nel percorso verso la propria destinazione finale.
Per chi non riceve l’assistenza dovuta e si trova costretto ad anticipare personalmente denaro per pasti, pernottamenti o altri servizi necessari, diventa fondamentale conservare scontrini, ricevute e fatture.
Conservare tutte le ricevute delle spese sostenute
Massimiliano Dona invita i passeggeri a documentare con attenzione ogni costo affrontato durante l’emergenza. La documentazione potrà successivamente essere utilizzata per presentare alla compagnia aerea una richiesta di rimborso, anche tramite Pec.
Nella comunicazione, secondo il presidente dell’Unione nazionale consumatori, è opportuno specificare che le spese vengono presentate per ottenere il rimborso perché l’assistenza era stata richiesta in aeroporto ma non era stata fornita.
La disponibilità delle ricevute assume quindi un ruolo essenziale. Senza documentazione può infatti diventare più complesso dimostrare l’entità delle somme anticipate dal viaggiatore durante l’attesa.
L’associazione dei consumatori segnala inoltre preoccupazione per i passeggeri che devono pernottare a causa dello spostamento della partenza al giorno successivo e che non riescono a ottenere dalle compagnie la sistemazione prevista.
Quando è possibile chiedere il rimborso integrale
Il passeggero non è obbligato ad accettare qualsiasi soluzione alternativa proposta dal vettore. Se il nuovo collegamento non risponde alle sue esigenze, può scegliere il rimborso integrale del biglietto.
In questo caso Altroconsumo consiglia di conservare anche la prenotazione originaria del volo da o per Catania, insieme a tutta la documentazione collegata alla cancellazione.
Normalmente il rimborso viene effettuato attraverso lo stesso sistema di pagamento utilizzato al momento dell’acquisto. Un ulteriore elemento riguarda i voucher: se la compagnia propone un buono al posto della restituzione del denaro, il viaggiatore può rifiutare il voucher e chiedere il rimborso monetario.
Rimborso e riprotezione rappresentano però due possibilità differenti. Per questo è importante comunicare chiaramente alla compagnia quale soluzione si intende utilizzare.
L’eruzione dell’Etna è una circostanza eccezionale
La natura dell’emergenza in corso a Catania incide invece sulla possibilità di ottenere la compensazione pecuniaria prevista dalla normativa europea.
L’articolo 7 del Regolamento comunitario n. 261/2004 prevede, in determinate circostanze legate alla cancellazione di un volo, una compensazione che può arrivare fino a 600 euro. Questa forma di indennizzo non è tuttavia prevista quando la cancellazione deriva da cause non direttamente imputabili alla compagnia.
Tra queste rientrano circostanze come condizioni meteorologiche avverse, limitazioni del controllo del traffico aereo, problemi legati alla sicurezza e altre situazioni eccezionali. Un’eruzione vulcanica viene normalmente considerata una circostanza eccezionale.
Nel caso dell’Etna, pertanto, il principio della compensazione pecuniaria non opera come avverrebbe in una cancellazione attribuibile direttamente al vettore. Questo, però, non significa che vengano meno tutti gli altri diritti del passeggero.
L’assistenza resta obbligatoria anche con il vulcano
È proprio su questa distinzione che insiste Massimiliano Dona. L’eccezionalità dell’evento può escludere la compensazione economica, ma non cancella l’obbligo della compagnia di assistere il passeggero.
Il presidente dell’Unione nazionale consumatori richiama anche l’orientamento della Corte di giustizia dell’Unione europea, che si è occupata delle conseguenze provocate da un’eruzione vulcanica sul trasporto aereo.
Il principio indicato è che l’origine straordinaria dell’evento non può tradursi nell’abbandono del viaggiatore. Rimangono quindi centrali l’assistenza durante l’attesa e le soluzioni previste per consentire al passeggero di proseguire il viaggio oppure recuperare quanto pagato per il biglietto.
La distinzione è particolarmente importante nell’attuale emergenza di Fontanarossa: la causa vulcanica può incidere sulla compensazione pecuniaria, ma non azzera le tutele previste per chi resta bloccato.
Voli e hotel acquistati separatamente
Un’altra situazione riguarda chi deve ancora raggiungere la Sicilia per trascorrere le vacanze e si trova davanti alla cancellazione del volo diretto verso Catania.
L’Unione nazionale consumatori distingue tra chi ha acquistato esclusivamente il biglietto aereo e chi invece ha prenotato un pacchetto turistico. Nel primo caso, quando volo, albergo e autonoleggio sono stati acquistati separatamente, la compagnia risponde esclusivamente per quanto riguarda il trasporto aereo, attraverso rimborso o riprotezione e, nei casi previsti, assistenza.
Gli eventuali altri servizi prenotati autonomamente seguono quindi una disciplina differente rispetto al biglietto aereo. La situazione cambia invece quando viaggio e soggiorno fanno parte di un’unica soluzione turistica.
Le tutele per chi ha acquistato un pacchetto turistico
Per i pacchetti turistici entra in gioco il Codice del turismo, richiamato dall’Unione nazionale consumatori. L’articolo 41 disciplina le situazioni nelle quali circostanze straordinarie verificatesi nella destinazione o nelle sue immediate vicinanze incidono in modo significativo sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto verso la località scelta.
Nel caso dell’Etna, secondo quanto spiegato dall’associazione, la vacanza prenotata potrebbe quindi essere cancellata dal consumatore senza applicazione di penali, comunicando tempestivamente la decisione al tour operator o al singolo operatore interessato.
È quindi importante distinguere con precisione la modalità attraverso la quale è stata effettuata la prenotazione, perché un pacchetto comprendente volo e hotel offre un quadro di tutela differente rispetto a servizi acquistati singolarmente.
Cosa documentare prima di presentare il reclamo
L’Unione nazionale consumatori indica infine una serie di elementi da raccogliere per gestire correttamente la contestazione. Il primo passaggio consiste nell’ottenere dalla compagnia una comunicazione scritta che attesti la cancellazione o il ritardo e ne indichi la causa.
È utile conservare anche le informazioni relative all’emergenza e comunicare rapidamente al vettore la scelta tra rimborso e riprotezione.
Chi decide di partire con un collegamento successivo deve chiedere espressamente l’assistenza prevista, compresi pasti e sistemazione alberghiera quando dovuti. Se il passeggero deve anticipare personalmente le somme necessarie, ricevute, scontrini e fatture diventano la base documentale per la successiva richiesta.
Il reclamo dovrà quindi essere presentato direttamente alla compagnia allegando la prenotazione originaria, la prova della cancellazione e i documenti relativi alle spese sostenute.
Con l’emergenza dell’Etna che continua a condizionare l’operatività di Catania Fontanarossa, l’indicazione delle associazioni dei consumatori è dunque quella di documentare ogni fase del disagio. L’evento vulcanico può escludere la compensazione pecuniaria prevista per alcune cancellazioni, ma rimborso, riprotezione e assistenza restano elementi centrali nella tutela dei viaggiatori coinvolti.
