A Catania oltre 700 studi e 95 sessioni nel congresso SINch.
📌 FLASH NEWS – Giuseppe Catapano è il nuovo presidente della Società italiana di neurochirurgia. A Catania oltre 700 studi e 95 sessioni. Al centro tecnologie e intelligenza artificiale, strumenti di supporto che non sostituiscono i medici.
Catapano alla guida della società scientifica
Giuseppe Catapano è il nuovo presidente della Società italiana di neurochirurgia, SINch. L’elezione ha concluso il 75° congresso nazionale della società scientifica, tornato a Catania dopo 41 anni. Catapano, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale del Mare di Napoli, succede a Domenico d’Avella.
Il congresso ha riunito specialisti italiani e internazionali per esaminare le conoscenze e le tecnologie impiegate nel trattamento delle patologie del sistema nervoso. Il programma ha compreso oltre 700 studi scientifici e 95 sessioni, con più di 30 relatori internazionali provenienti da 19 Paesi.
Dalle patologie alle scelte chirurgiche
I lavori hanno riguardato cervello, midollo spinale, colonna vertebrale e nervi periferici. La neurochirurgia si occupa, tra l’altro, di tumori cerebrali e spinali, emorragie, malformazioni vascolari, traumi e patologie degenerative della colonna. Nel suo ambito rientrano anche l’idrocefalo, l’epilessia, i disturbi del movimento e alcune condizioni legate al dolore.
Il tema scelto per l’edizione ha collegato la conoscenza dell’anatomia alle tecniche operatorie e all’impiego delle nuove tecnologie. Al centro del confronto è stata posta la necessità di adattare le possibilità di cura alle caratteristiche della persona. Secondo Domenico d’Avella, l’indicazione a un intervento richiede di considerare la patologia e la sua posizione, l’età e le condizioni generali del paziente, i rischi, i benefici attesi e le alternative disponibili.
Il ruolo delle nuove tecnologie
Tra gli strumenti discussi figurano i sistemi di guida basati sulle immagini, la visualizzazione tridimensionale e le tecniche chirurgiche meno invasive. Queste risorse possono aiutare a studiare i rapporti tra l’area da trattare e le strutture neurologiche da preservare, oltre a rendere più precisa la pianificazione dell’intervento.
Un’attenzione specifica è stata dedicata all’intelligenza artificiale. Le sue prime applicazioni nella ricerca riguardano l’analisi delle immagini, il riconoscimento delle caratteristiche di una lesione e il supporto alla pianificazione chirurgica. Gli strumenti devono però essere valutati attraverso studi adeguati: la decisione clinica resta affidata al medico.
D’Avella ha richiamato l’esigenza di usare la tecnologia quando offre un beneficio concreto al paziente. Giuseppe Barbagallo, presidente del congresso e segretario della SINch, ha sottolineato che la scelta dello strumento dipende dal singolo caso. Conoscenza anatomica, esperienza clinica e valutazione dei rischi restano, secondo Barbagallo, elementi centrali anche con l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella disciplina.
