Operazione antimafia, nove perquisizioni a Petrosino e Trapani

Indagine coordinata dalla Procura per i Minorenni

🚨I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito nella mattinata nove decreti di perquisizione personale e domiciliare emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo.

I provvedimenti riguardano altrettanti giovani che risultavano minorenni nel periodo in cui sarebbero stati commessi i fatti oggetto dell’inchiesta.

L’operazione è stata realizzata con il supporto dei Comandi Provinciali di Palermo, Messina, Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Hanno inoltre partecipato lo Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia”, il 12° Reggimento Sicilia, il 9° Nucleo Elicotteri di Palermo e il Nucleo Carabinieri Cinofili di Palermo, impiegati nella fase esecutiva delle attività.

Ricostruita l’attività del gruppo criminale

L’indagine è stata sviluppata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri tra dicembre 2022 e febbraio 2024. Gli accertamenti avrebbero consentito agli investigatori di delineare il funzionamento di un’organizzazione riconducibile a Cosa nostra operante nel territorio di Petrosino.

Secondo l’ipotesi investigativa, il gruppo avrebbe esercitato un controllo sul territorio facendo ricorso a modalità intimidatorie tipiche delle organizzazioni mafiose. L’attività criminale, sempre secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, avrebbe avuto anche lo scopo di garantire risorse economiche al sodalizio attraverso diverse condotte illecite.

Le risultanze investigative sono confluite nei decreti di perquisizione emessi dall’autorità giudiziaria competente, che rappresentano uno degli sviluppi dell’attività d’indagine svolta negli ultimi mesi.

Le ipotesi di reato contestate

I nove indagati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di diverse ipotesi di reato. Tra queste figurano la ricettazione, il danneggiamento e il favoreggiamento.

L’inchiesta comprende inoltre contestazioni relative al porto e alla detenzione illegale di armi da fuoco, tra cui pistole e fucili, oltre a episodi riguardanti il presunto spaccio di sostanze stupefacenti. Le droghe indicate negli atti dell’indagine sono cocaina, hashish e crack.

Gli investigatori ritengono che alcuni dei giovani coinvolti fossero inseriti, con differenti ruoli, nella struttura criminale ricostruita nel corso dell’attività investigativa. Saranno i successivi approfondimenti processuali a verificare la fondatezza delle accuse formulate.

Ampio dispositivo operativo sul territorio

Per l’esecuzione dei provvedimenti è stato predisposto un dispositivo articolato, con il coinvolgimento di numerosi reparti dell’Arma dei Carabinieri. La presenza di unità specializzate, cinofile, eliportate e del reparto elicotteri ha consentito di svolgere simultaneamente le attività previste nei diversi luoghi interessati dall’operazione.

L’impiego coordinato delle varie componenti dell’Arma rientra nelle procedure adottate nelle operazioni di polizia giudiziaria che richiedono interventi contestuali e il supporto di reparti specializzati.

Procedimento ancora nella fase preliminare

Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

Le eventuali responsabilità penali potranno essere stabilite esclusivamente al termine dell’iter giudiziario e solo attraverso una sentenza irrevocabile emessa dall’autorità giudiziaria competente. I decreti di perquisizione costituiscono pertanto un atto investigativo nell’ambito di un procedimento ancora in corso.

By Morena Zingales

Giornalista professionista

Related Posts