San Cataldo, padre delle sorelline: “Rivoglio le mie figlie”

Costanza dopo l’incontro in comunità: “Sono la mia vita”

📌 FLASH NEWS – San Cataldo, il padre delle sorelline ritrovate dopo la notte in un negozio: “Mi hanno chiesto quando torniamo a casa, rivoglio i miei figli”. I sei bambini sono in comunità da quasi una settimana.


SAN CATALDO (CALTANISSETTA) – “La prima cosa che mi hanno chiesto è stata: ‘Papà, quando torniamo a casa?’. Non sapevo cosa dire, li ho rassicurati”. È il racconto di Alessandro Costanza, padre delle due sorelline di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, scomparse venerdì scorso e ritrovate il giorno successivo in un negozio poco distante da casa.

L’incontro in comunità
I sei figli di Costanza – tre maschi e tre femmine, di età compresa tra i 5 e i 13 anni – sono da quasi una settimana in una comunità. Oggi il padre ha avuto modo di incontrarli per un’ora. “Fisicamente stanno bene, ma psicologicamente sono provati”, racconta all’Adnkronos. “La più grande mi ha detto: ‘Papà, ma perché in tv parlano di maltrattamenti se tu ci hai sempre amato?’. Non possono capire quello che sta succedendo”.

La posizione del padre
Costanza definisce “un’ingiustizia tenere sei bambini là dentro per una marachella” e aggiunge: “Lo è anche infangare il papà: io ho dimostrato di essere sempre dedito ai miei figli, di amarli, rispettarli, educarli e coccolarli. Sono la mia vita”.

L’affidamento e il percorso con i servizi sociali
Da tre anni l’uomo era seguito dai servizi sociali. Negli ultimi mesi, dopo la separazione dalla ex moglie, aveva ottenuto l’affidamento esclusivo dei bambini. “Ho dimostrato durante tutto questo tempo di essere in grado da solo e con l’aiuto delle baby-sitter di crescerli e di prendermi cura di loro. Ho lottato per poterli avere con me e qualche mese fa i servizi sociali hanno confermato la mia idoneità genitoriale”.

L’errore ammesso
Costanza ammette l’errore commesso nelle ore immediatamente successive alla scomparsa delle due bimbe. “Ho sbagliato a non andare subito dai carabinieri, ma ero terrorizzato. Nei primi minuti ho pensato a un banale ritardo, poi sono subentrati sentimenti contrastanti: preoccupazione, ansia, terrore. Ho pensato ‘magari è una bravata’ e non ho voluto creare allarmismi. Ho commesso un grandissimo errore ma essendo stato seguito dai servizi sociali ho temuto che me li portassero via, come poi è successo”.

La notte in cerca delle figlie
Per tutta la notte Costanza ha cercato le due bambine. L’indomani il ritrovamento. “Quel negozio per loro è un ambiente familiare, conoscono la titolare e amano quel posto pieno di vestiti e trucchi”, aggiunge. Nell’esercizio commerciale di corso Vittorio Emanuele, le due sorelline hanno trascorso la notte per emulare una sfida social. “Solo le mie figlie più grandi hanno il cellulare e io so sempre cosa guardano. Quei video sono guardati da tanti altri loro coetanei, ma certo non avrei potuto prevedere che volessero emularli. E’ stata una bravata”.

La richiesta di ritorno a casa
Costanza si dice “fiducioso” che “le istituzioni rimanderanno a casa il più presto possibile” i suoi figli, ma si dichiara pronto – se necessario – a una dura battaglia legale. “Questi bambini non meritano di stare là dentro. Sono la mia vita. Ho dimostrato durante questi tre anni di essere una persona impeccabile. Ho fatto un errore, ma l’ho fatto in buona fede e per un senso di protezione. Rivoglio i miei figli e i miei figli vogliono tornare a casa”.

By Morena Zingales

Giornalista professionista

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