Sette misure cautelari per presunti abusi in centro disabili

Due ai domiciliari e cinque interdetti dopo le indagini NAS

📌 FLASH NEWS – A Modica e Catania il NAS di Ragusa ha eseguito sette misure cautelari nell’indagine su presunti maltrattamenti in un centro diurno: due arresti domiciliari e cinque divieti temporanei di attività con persone fragili accolte.


Operazione del NAS tra Modica e Catania

Una articolata operazione dei Carabinieri del NAS di Ragusa, condotta con il supporto del personale del Comando Provinciale dell’Arma, ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari nell’ambito di un’indagine riguardante la gestione di un centro diurno destinato a persone con disabilità psichiche e disturbi dello spettro autistico.

I provvedimenti sono stati eseguiti tra Modica, in provincia di Ragusa, e Catania, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.

L’ordinanza applicativa delle misure cautelari è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, su richiesta della locale Procura della Repubblica, al termine delle attività investigative condotte dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità.

Due arresti domiciliari e cinque misure interdittive

Dei sette soggetti interessati dal provvedimento, due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri cinque è stata disposta una misura interdittiva.

Il provvedimento vieta temporaneamente ai destinatari di svolgere attività lavorative che comportino contatti diretti con persone fragili, comprendendo anche eventuali attività effettuate a titolo di volontariato.

Le misure riguardano il presidente di un’associazione operante nel terzo settore e sei persone tra volontari e appartenenti al Servizio civile universale. Tutti, secondo quanto riportato nel comunicato dei Carabinieri, prestavano servizio presso il centro diurno finito al centro dell’attività investigativa.

Le ipotesi contestate nell’indagine

Gli interessati sono gravemente indiziati, allo stato degli atti e nell’attuale fase del procedimento, di avere concorso nei reati di maltrattamenti aggravati e di esercizio abusivo della professione infermieristica.

Si tratta di contestazioni formulate in una fase nella quale, come precisato dagli investigatori, non è stato ancora instaurato il contraddittorio con gli indagati.

L’inchiesta riguarda una struttura socio-assistenziale destinata all’accoglienza e all’assistenza di persone particolarmente vulnerabili, affette da disabilità psichiche e neurologiche, comprese persone con disturbi dello spettro autistico.

Osservazioni, pedinamenti e intercettazioni

L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa e materialmente sviluppata dai Carabinieri del NAS di Ragusa attraverso differenti strumenti d’indagine.

Gli accertamenti hanno compreso servizi di osservazione e pedinamento, ispezioni e attività tecniche di intercettazione telefonica e ambientale. Attraverso questi elementi gli investigatori hanno ricostruito le condotte ritenute illecite e attribuite agli indagati nella gestione della struttura.

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata quindi sulle modalità attraverso le quali venivano gestite e assistite persone che, per le loro condizioni, necessitavano di particolare tutela.

L’inchiesta partita da una verifica ispettiva

L’indagine non è nata da un intervento isolato, ma si inserisce in un’attività di controllo più ampia promossa sul territorio nazionale.

Gli accertamenti hanno infatti avuto origine da una verifica ispettiva effettuata presso un centro diurno della provincia di Ragusa. Proprio durante questo primo controllo sarebbero emerse carenze sotto il profilo organizzativo.

Secondo quanto riferito nel comunicato, la situazione riscontrata avrebbe evidenziato fin dalle prime fasi un contesto potenzialmente idoneo a favorire comportamenti pregiudizievoli per l’incolumità fisica e psichica degli ospiti.

Gli elementi raccolti durante l’ispezione hanno quindi determinato ulteriori approfondimenti investigativi, successivamente sviluppati attraverso le attività tecniche e operative del NAS.

I controlli nazionali sulle strutture per persone autistiche

L’operazione rientra nei servizi disposti a livello nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, d’intesa con il Ministero della Salute.

L’obiettivo dei controlli è verificare la corretta gestione dei centri di cura e abilitazione destinati alle persone affette da disturbi dello spettro autistico, con particolare attenzione alle condizioni nelle quali vengono svolte le attività assistenziali.

È proprio nell’ambito di questo programma nazionale di monitoraggio che i militari del NAS di Ragusa hanno effettuato la verifica dalla quale sono successivamente scaturite le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa.

La tutela delle persone vulnerabili al centro degli accertamenti

L’attività investigativa si è concentrata sulla gestione quotidiana del centro e sulle condizioni riservate agli ospiti, persone caratterizzate da una particolare condizione di vulnerabilità legata alle disabilità psichiche e neurologiche.

Gli approfondimenti compiuti dagli investigatori hanno portato alla raccolta degli elementi successivamente sottoposti alla valutazione dell’autorità giudiziaria.

Su richiesta della Procura della Repubblica di Ragusa, il GIP del Tribunale ha quindi disposto le misure eseguite dai Carabinieri: due arresti domiciliari e cinque provvedimenti interdittivi che impediscono temporaneamente lo svolgimento di attività, anche volontarie, comportanti contatti diretti con persone fragili.

Le contestazioni nei confronti dei sette soggetti restano riferite all’attuale fase del procedimento e dovranno essere valutate nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto del contraddittorio e delle garanzie previste per gli indagati.

By Morena Zingales

Giornalista professionista

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