Spadafora [VIDEO] voto di scambio tre arresti domiciliari a Messina

 Misure cautelari anche per due esponenti dei Barcellonesi

Messina, 23 giugno 2026 – Un presunto accordo illecito ha condizionato le consultazioni amministrative nel territorio messinese. Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina. Il provvedimento, formulato su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia locale, ha colpito tre persone. I soggetti coinvolti sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. Tra i destinatari del provvedimento figura il sindaco in carica del Comune di Spadafora. Insieme al primo cittadino, la misura restrittiva ha interessato due fratelli di 75 e 71 anni. Questi ultimi sono ritenuti dagli inquirenti soggetti contigui alla nota famiglia mafiosa dei cosiddetti Barcellonesi, attiva nel quadrante tirrenico della provincia. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo dalla Procura della Repubblica sono di estrema gravità. Gli indagati dovranno rispondere dei delitti di scambio elettorale politico-mafioso e di corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, come riporta il Procuratore della Repubblica, Antonio d’Amato.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da un solido compendio indiziario che i militari dell’Arma hanno raccolto nel corso degli ultimi mesi. L’attività investigativa ha preso il via nell’aprile del 2024, originata da una formale denuncia presentata ai Carabinieri. L’intera indagine è stata costantemente coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Messina, focalizzandosi in modo specifico sulle dinamiche relative alle elezioni comunali di Spadafora, svoltesi nelle giornate dell’8 e del 9 giugno del 2024. Secondo gli elementi indiziari emersi in questa fase, si ipotizza un concreto condizionamento mafioso del suffragio popolare. Questo scenario si sarebbe concretizzato attraverso il sostegno elettorale fornito al candidato sindaco poi risultato vincitore della competizione. I due fratelli settantenni si sarebbero attivati in prima persona per procacciare un consistente pacchetto di voti a favore del politico.
Tale attività di persuasione sarebbe stata esercitata anche al di fuori del loro ristretto nucleo familiare, sfruttando la diffusa percezione pubblica della loro vicinanza alla criminalità organizzata del territorio.

Il quadro delineato dagli investigatori della Procura di Messina descrive un presunto meccanismo di dare e avere tra la componente politica e i referenti locali. Successivamente alla sua formale elezione alla carica di sindaco, l’amministratore pubblico avrebbe compiuto una serie di atti gestionali in cambio del supporto elettorale ottenuto durante la campagna. Di conseguenza, il primo cittadino avrebbe cercato di soddisfare le numerose e insistenti richieste avanzate dai due fratelli indagati. Questa condotta avrebbe permesso ai due congiunti di ottenere utilità diverse e significativi vantaggi di natura economica. Gli accertamenti dei Carabinieri hanno messo in luce l’assegnazione di parcheggi pubblici adibiti a pertinenze di abitazioni private appartenenti ai fratelli. Inoltre, sono emersi sgravi e agevolazioni fiscali non spettanti riguardanti il pagamento dell’Imposta Municipale Unica. A queste irregolarità si aggiungerebbero procedure accelerate per ottenere documenti finalizzati a risolvere pendenze legali su immobili già sottoposti a sequestro, oltre a modifiche repentine della destinazione d’uso di alcuni fabbricati.

Nel corso delle medesime indagini è emerso un ulteriore filone investigativo che ipotizza il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Questa contestazione vede coinvolto ancora una volta il sindaco di Spadafora in concorso con un’insegnante di 51 anni, la quale al momento risulta indagata a piede libero senza alcuna misura cautelare. La donna, in occasione delle consultazioni del giugno 2024, rivestiva il ruolo ufficiale di segretario all’interno di una sezione elettorale del comune. Secondo l’ipotesi d’accusa, la professionista avrebbe monitorato in modo illecito le operazioni di voto di alcuni cittadini anziani o affetti da gravi disabilità.

Le informazioni sulle preferenze espresse venivano trasmesse in tempo reale al candidato sindaco. Successivamente, la stessa indagata avrebbe modificato a vantaggio del politico alcune schede che dovevano essere considerate nulle o che risultavano contestabili. In cambio di questa attività illecita, la donna avrebbe ottenuto la promessa e l’assegnazione di un incarico di collaborazione volontaria e gratuita nel settore scolastico del Comune, nonché l’inserimento di un proprio familiare nel servizio civile retribuito presso la Pro loco locale.

Le autorità giudiziarie hanno diffuso i dettagli dell’operazione in conformità con le norme vigenti, garantendo il diritto di cronaca e l’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti. Tuttavia, la Procura della Repubblica di Messina ha ricordato che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Questo momento processuale ha una natura strettamente preparatoria rispetto al futuro dibattimento.

Di conseguenza, tutti i soggetti sottoposti alle indagini devono essere considerati presunti innocenti fino all’eventuale emissione di una sentenza irrevocabile che ne accerti definitivamente le responsabilità penali. Il futuro processo si svolgerà nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti e davanti a un giudice terzo e imparziale. Tale sede potrà anche concludersi con la dimostrazione della totale estraneità dei soggetti rispetto alle accuse contestate.
Infine, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita oggi potrà essere impugnata dai legali della difesa presso gli organi giudicanti collegiali, i quali avranno il potere di annullare la misura o sostituirla con provvedimenti meno afflittivi.

By Rita Paltracca

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