Vinciullo: “I Comuni siciliani piangono miseria…”

povertà-2011(cassibile.com) CASSIBILE – Più di 370 mila pratiche di sanatoria relative alle tre Leggi di condono n. 47/85, n. 724/94 e n. 326/03 giacciono, ancora inevase, nei cassetti dei Comuni siciliani. Considerando che, mediamente, una pratica di sanatoria edilizia è valutabile in circa 2 mila euro, ci sono, quindi, più di 750 milioni pronti per essere raccolti dalle casse comunali. Lo ha rilevato, attraverso un atto ispettivo, il Vicepresidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ dell’ARS, On. Vincenzo Vinciullo, che ha aggiunto: “La media di smaltimento delle pratiche di sanatoria non supera il 2% all’anno e, con questi ritmi di lavoro, occorreranno più due decenni per definirle tutte”.

La Regione – ha spiegato l’On. Vinciullo – ha effettuato il rilevamento 2012 sullo stato dell’arte della definizione dell’iter riguardante tali pratiche ma la ricognizione non è completa, visto che l’operatività del Siab (Sistema Informativo Regionale per la trasmissione e gestione degli elenchi quindicinali ex art. 13, Legge regionale n. 17/94 e per il monitoraggio sullo stato di attuazione delle sanatorie edilizie) ha risentito di una interruzione dovuta a motivi tecnici, proprio durante i mesi in prossimità del termine entro il quale ciascun Comune avrebbe dovuto completare l’inserimento dei dati ed effettuarne la validazione. I dati ricavati, sono, comunque, sufficienti per poter realizzare una stima.
A fronte di circa 760 mila istanze di sanatoria, certificate dal Siab – ha continuato l’On. Vinciullo – l’iter procedurale arriva a toccare, a malapena, quota 48%.

Sulla base di questa grave costatazione d’inefficienza, l’On. Vinciullo ha chiesto, al Governo della Regione, di: “Adottare provvedimenti sanzionatori, per costringere i Comuni a chiudere, nel più breve tempo possibile, tutte le pratiche di sanatoria ancora aperte, in modo da impedire il perpetuarsi di sospetti sui tempi e sulle volumetrie degli edifici sanati e, nello stesso tempo, rimpinguare con i ricavi le disastrate casse delle amministrazioni”.