1° maggio: senza lavoro il Paese muore…

piazza-IV-Novembre-(CSB.com3.0) PERUGIA – I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, proprio per ricordare un’episodio di disperazione legato al lavoro, hanno scelto Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio: nella città umbra, all’inizio dello scorso marzo, avvenne l’omicidio di due impiegate della Regione uccise da un imprenditore che, poi, si è suicidato. Un episodio divenuto simbolo, per Cgil, Cisl e Uil, della necessità di restituire centralità al lavoro.

”Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire…Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato ed alla creazione di lavoro dall’altro”, ha chiesto Susanna Camusso. “Una piazza simbolica per ricordare quanto c’è bisogno di lavoro” nel Paese, aggiunge Camusso, ricordando le due impiegate della Regione uccise qui lo scorso marzo “Daniela e Margherita che hanno perso la vita dentro un dramma del lavoro, della disperazione”. Il Paese vive “una straordinaria difficoltà”, conclude il leader della Cgil.

Occorre un impegno “straordinario” e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è stato l’appello del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono.

”Basta a litigi e furbizie, l’Italia deve essere percossa da uno spirito nuovo di servizio. Il servizio, come dice Papa Francesco, è potere”. Sulla necessità di abbassare le tasse ha insistito anche il leader della Uil, Luigi Angeletti: “La priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi. La disoccupazione è una vera tragedia, la gente ha sempre meno soldi in tasca”, aggiunge Angeletti insistendo sulla necessità di intervenire per far fronte a questa situazione. “O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà” e affonderà “se non cambiamo la politica economica”.

“Al governo diciamo che ci sono delle priorità e che bisogna rispettare i patti cominciando a risolvere il problema delle risorse per la cassa integrazione in deroga e per gli esodati e a ridurre le tasse sul lavoro”.

Nel corso dell’udienza generale a San Pietro, Papa Francesco ha ricordato l’importanza del lavoro che “ci dà la dignità. Invece quelli che non lavorano non hanno questa dignità. Ma tanti sono quelli che vogliono lavorare e non possono. Quando la società è organizzata in modo che non tutti hanno la possibilità di lavorare, quella società non è giusta”. Nel mondo, ha aggiunto, tante persone sono “schiave” del lavoro e occorre una “decisa scelta contro la tratta delle persone, all’interno della quale compare il lavoro schiavo”. Poi, rivolgendosi ai politici, Papa Bergoglio ha detto: “Dico ai responsabili della cosa pubblica di fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all’occupazione, di preoccuparsi per la dignità della persona”.

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Giornalista pubblicista