Cinque tunisini arrestati [VIDEO] per traffico di migranti armato

Operazione dei Carabinieri tra Patti e Castelvetrano

Cinque tunisini – I Carabinieri della Compagnia di Patti, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Trapani, hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura Distrettuale di Messina nei confronti di cinque cittadini tunisini, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravata dalla disponibilità di armi e per uno specifico episodio di sbarco avvenuto lo scorso 12 giugno lungo la costa trapanese.

Il fermo è stato disposto in virtù del pericolo di fuga e dell’esistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dei soggetti coinvolti, alcuni dei quali risiedenti stabilmente in Sicilia, tra Patti e Capo d’Orlando. Le misure restrittive hanno avuto esecuzione durante un’operazione condotta nelle giornate precedenti nei territori di Patti e Castelvetrano, dove sono stati rintracciati e arrestati gli indagati.

Cinque tunisini

Successivamente, il fermo è stato convalidato dalle autorità giudiziarie competenti, ovvero i tribunali di Patti e Marsala, e nei confronti dei cinque tunisini è stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli atti saranno ora sottoposti alla valutazione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, individuato come sede competente per territorio.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e delegata ai Carabinieri della Compagnia di Patti, ha consentito di ricostruire l’esistenza di un’organizzazione criminale ben strutturata e stabilmente dedita alla commissione di reati connessi al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Le attività investigative hanno documentato diversi episodi riconducibili al gruppo, specializzato nel trasporto illegale di migranti dalla Tunisia verso le coste siciliane, attraverso l’utilizzo di gommoni.

Uno degli episodi chiave oggetto dell’inchiesta è rappresentato dallo sbarco avvenuto nella serata del 12 giugno, quando un natante ha raggiunto le coste trapanesi trasportando circa 20 migranti, anch’essi di nazionalità tunisina. Immediatamente dopo l’arrivo a terra, i migranti sono stati localizzati e bloccati dai Carabinieri delle Compagnie di Trapani, Marsala e Mazara del Vallo, che hanno operato in sinergia con i militari della Compagnia di Patti. Tra le persone sbarcate sono state identificate anche due donne e cinque minori.

I migranti sono stati condotti presso il Centro di Prima Accoglienza e Raccordo di Trapani, dove sono stati sottoposti ai controlli sanitari e alle procedure di identificazione previste dalla normativa. L’episodio ha permesso di acquisire elementi utili al rafforzamento del quadro indiziario, già consolidato da precedenti attività tecniche e riscontri sul campo.

Dall’inchiesta è emersa anche la disponibilità da parte del gruppo di armi da fuoco, il che ha determinato un’aggravante ulteriore nell’imputazione contestata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione operava con una netta ripartizione di ruoli tra i vari componenti: c’erano gli addetti alla logistica, i referenti per i contatti in Tunisia e i cosiddetti “scafisti”, incaricati di condurre i gommoni nelle traversate verso la Sicilia.

Tra le persone colpite da misura cautelare figura anche un tunisino di 31 anni, già noto alle forze dell’ordine, che si era reso protagonista di una fuga dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto lo scorso 9 marzo. L’uomo era stato arrestato in precedenza per reati analoghi legati al traffico di migranti e alla detenzione di armi.

L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto nel rispetto dei diritti degli indagati, i quali, come previsto dalla legge, sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Le indagini si trovano ancora nella fase preliminare e si svilupperanno nelle sedi giudiziarie competenti, con l’eventuale confronto tra accusa e difesa in un contraddittorio dinanzi a un giudice terzo e imparziale.

L’operazione rappresenta un nuovo tassello nella lotta delle autorità italiane contro i traffici illeciti lungo le rotte del Mediterraneo, in particolare lungo l’asse Tunisia-Sicilia, teatro frequente di sbarchi irregolari e attività criminali connesse all’immigrazione non autorizzata.

By Tommaso Benedetti

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