Blitz mirato in appartamento a Fiumefreddo, preso uomo
Latitante clan mafioso – La Polizia di Stato ha portato a termine un’operazione mirata che ha condotto alla cattura di un uomo ritenuto esponente di rilievo del clan mafioso, destinatario di una condanna definitiva per associazione mafiosa e altri reati. Il soggetto, colpito da un provvedimento esecutivo pari a 13 anni e 10 mesi di reclusione, si era sottratto alla cattura subito dopo la sentenza emessa lo scorso 8 gennaio, facendo perdere le proprie tracce.
Indagini serrate e localizzazione del rifugio
Dopo la sua irreperibilità, sono scattate immediatamente le ricerche coordinate dalla Squadra Mobile di Catania, con il supporto specialistico del Servizio Centrale Operativo. Le attività investigative si sono sviluppate attraverso un lavoro articolato, fatto di monitoraggi, analisi di contatti e verifiche sul territorio, fino a restringere il campo su un possibile nascondiglio.
Gli investigatori sono riusciti a individuare un appartamento situato nella zona di Fiumefreddo, ritenuto il rifugio del latitante. Una volta acquisiti gli elementi necessari, è stato pianificato un intervento rapido e risolutivo.
Blitz e arresto senza resistenza
L’operazione è scattata con il circondamento dello stabile da parte degli agenti, seguita dall’irruzione all’interno dell’abitazione. Il latitante è stato sorpreso all’interno e non ha opposto resistenza, permettendo così agli operatori di procedere immediatamente all’arresto.
Durante la perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di una patente di guida contraffatta e di alcune carte di credito, attualmente sottoposte a verifiche per accertarne provenienza e utilizzo. Elementi che potrebbero aprire ulteriori sviluppi investigativi.
Trasferimento in carcere e nuovi accertamenti
Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Catania Bicocca, dove sconterà la pena definitiva stabilita dall’autorità giudiziaria.
Parallelamente, la Procura Distrettuale di Catania ha avviato approfondimenti sulla posizione del proprietario dell’immobile utilizzato come rifugio, per chiarire eventuali responsabilità legate all’ospitalità fornita al latitante.
L’operazione rappresenta un ulteriore colpo alle dinamiche della criminalità organizzata locale, confermando la pressione costante delle forze dell’ordine contro i sodalizi mafiosi attivi nel territorio etneo.
