Un tragico evento scuote la costa di Lampedusa nella notte 

Naufragio e morte al largo di Lampedusa: diciannove vittime

Naufragio drammatico nelle acque del Mediterraneo centrale, dove un’operazione di soccorso si è trasformata nella conta di una strage silenziosa. Durante la notte scorsa, intorno alle ore 3:00, le unità della Guardia Costiera hanno intercettato un’imbarcazione in estrema difficoltà a circa 85 miglia nautiche dalla terraferma. Il natante, partito dalle coste della Libia e diretto verso l’Europa, è stato individuato all’interno dell’area di responsabilità Sar libica. Al momento dell’abbordaggio da parte della motovedetta italiana, lo scenario appariva già catastrofico: numerosi passeggeri giacevano privi di vita sul ponte e all’interno dello scafo, stroncati dalle condizioni proibitive del viaggio.

Il bilancio definitivo parla di diciannove vittime accertate. Le prime analisi effettuate dal personale sanitario indicano che il freddo intenso e l’esposizione prolungata agli elementi hanno causato casi letali di ipotermia. Tuttavia, a rendere ancora più letale la traversata è stata l’inalazione dei vapori di carburante sprigionatisi nel vano motore o a causa del mix tossico tra acqua di mare e benzina presente sul fondo della barca. Alcuni migranti sono spirati durante le concitate fasi del trasferimento verso l’isola, nonostante i tentativi disperati dei militari di stabilizzare le loro funzioni vitali durante la navigazione di rientro verso il porto.

Al Molo Favarolo le operazioni di sbarco sono state coordinate in un clima di profonda angoscia. Oltre alle diciannove salme, sono giunti a terra cinquantotto superstiti, molti dei quali visibilmente sotto shock. Tra questi, cinque persone versano in condizioni cliniche estremamente critiche e sono state trasportate d’urgenza presso il Poliambulatorio di Lampedusa. Particolare preoccupazione desta lo stato di salute di un bambino, anch’egli tra i feriti gravi ricoverati nella struttura sanitaria isolana. La macchina dei soccorsi ha dovuto operare con rapidità per garantire le cure necessarie a chi presentava sintomi avanzati di sofferenza respiratoria e termica.

Contestualmente alle cure mediche, le autorità hanno avviato le procedure di identificazione e accoglienza per il resto del gruppo. I sopravvissuti che non necessitavano di cure ospedaliere immediate sono stati trasferiti presso l’hotspot di contrada Imbriacola, già sotto pressione per i flussi costanti degli ultimi giorni. Qui riceveranno assistenza psicologica e prima accoglienza, mentre le salme sono state poste sotto sequestro dall’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso. Questo ennesimo episodio evidenzia la pericolosità delle rotte migratorie invernali e l’estrema vulnerabilità delle imbarcazioni di fortuna utilizzate dai trafficanti in alto mare.

By Rita Paltracca

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