Barriere architettoniche al centro del confronto interdisciplinare
Una lettera scritta da un giovane con disabilità ha aperto il convegno “Non solo tracce di inclusività – Percorsi Accessibili”, ospitato presso la sede dell’Ordine degli Architetti etneo. A partire da quelle parole, semplici ma incisive, si è sviluppato un dibattito che ha coinvolto architetti, ingegneri, geometri e avvocati, tutti chiamati a riflettere su un tema cruciale: l’accessibilità reale degli spazi urbani.
La presidente della Fondazione dell’Ordine, Melania Guarrera, ha ricordato come dal 2021 l’Ordine di Catania abbia avviato un percorso sulle Pari Opportunità, creando un comitato interordinistico. L’attenzione si è concentrata sul legame tra inclusione e accesso agli spazi, sottolineando che senza percorsi adeguati non vi è uguaglianza sostanziale.
Il presidente dell’Ordine Architetti PPC, Alessandro Amaro, ha evidenziato le criticità delle città italiane, in particolare del Sud, ancora lontane da standard accettabili. Ha ribadito l’impegno della categoria nella progettazione e rigenerazione urbana.
Sul piano giuridico, l’avvocato Enrico Antonio Orsolini ha richiamato l’esistenza di barriere non solo fisiche ma anche culturali, analizzando le norme che regolano l’accessibilità. Il geometra Nello Veloce ha illustrato il concetto di “gradino agevolato”, soluzione modulare sperimentata a Venezia per ridurre le pendenze e garantire un accesso più fluido.
Il presidente del Collegio Geometri, Agatino Spoto, ha richiamato la legge 13/89, ricordando che la disabilità non riguarda solo chi utilizza una carrozzina, ma anche anziani e persone con difficoltà motorie.
La consigliera dell’Ordine Ingegneri, Alessia Di Mauro, ha posto l’accento sulla necessità di progettare pensando alla persona, non a un concetto astratto di architettura. In collegamento, Melania Salpietro ha presentato il tema “Una casa a prova di barriere”, sottolineando come la sfida contemporanea sia quella di unire estetica e funzionalità, trasformando ambienti domestici in spazi inclusivi e armonici.
Il convegno ha mostrato come la strada verso una città senza ostacoli sia ancora lunga, ma anche come la collaborazione tra ordini professionali possa diventare motore di cambiamento. Accessibilità e pari opportunità emergono come due facce della stessa medaglia, indispensabili per costruire un Paese dove nessuno debba rinunciare a vivere pienamente gli spazi comuni.
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