La leggenda greca rivive nel polimaterico di Michela Lupattelli

Aretusa, mito e arte si fondono nella tela di Lupattelli

Nella nuova opera polimaterica su tela, 40×50 cm, Michela Lupattelli restituisce vita e respiro al mito di Aretusa, ninfa della tradizione greca che da secoli incarna la forza della resistenza femminile. L’artista umbra, nota per la capacità di intrecciare colore, materia e sentimento, trasforma la leggenda in un racconto visivo che vibra di emozione e intensità.

La narrazione mitologica si apre con la giovane figlia di Nereo e Doride, sorpresa dall’amore ossessivo del dio fluviale Alfeo. La fuga disperata tra boschi e acque diventa il cuore pulsante della tela, dove la tensione si scioglie nell’intervento di Artemide. La dea della caccia, protettrice delle donne, avvolge la ninfa in una nube e la sospinge verso la Sicilia. Qui, sull’isola di Ortigia, Aretusa si tramuta in sorgente, simbolo eterno di libertà e resistenza.

Lupattelli non si limita a riprodurre il mito: lo umanizza, lo rende palpabile, lo trasporta nel presente. I materiali scelti, le stratificazioni cromatiche e la luce che emerge dalle superfici raccontano la fragilità e la forza di una figura che diventa universale. La tela diventa così un ponte tra passato e contemporaneità, tra mito e coscienza civile.

La Fonte Aretusa, ancora oggi visibile a Siracusa, trova nuova eco nell’opera dell’artista, che con sensibilità e rigore restituisce dignità a una leggenda antica. L’acqua, elemento vitale e purificatore, diventa metafora di rinascita e di resistenza contro ogni forma di sopraffazione.

Con questa creazione, Michela Lupattelli riafferma il proprio ruolo di interprete capace di dare voce alle storie che appartengono alla memoria collettiva, trasformandole in immagini che parlano al cuore e alla coscienza.

By Tommaso Benedetti

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