PALERMO, NO MUOS: OCCUPAZIONE SALA D’ ERCOLE

No Muos
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(cassibile.com) PALERMO – Hanno beffato la sicurezza dell’Ars presentandosi come turisti e pagando il biglietto per visitare il palazzo dei Normanni. Cinque normalissime coppie che si sono mischiate ai tanti turisti che fanno la fila per ammirare la cappella Palatina. Arrivate a Sala d’Ercole,le coppie, hanno manifestato le loro intenzioni occupando l’aula dove hanno trascorso la notte.

Solo a tarda sera gli attivisti No Muos che da ieri occupano la sala, dove si svolgono le sedute dell’assemblea regionale siciliana, si sono visti portare alcuni panini per cenare. “Qualcuno ci ha fatto recapitare i panini altrimenti restavamo digiuni. Non possiamo uscire dall’aula parlamentare – racconta Irene Romeo – Ci guardano a vista:prima gli uomini della Digos poi adesso la sicurezza di Palazzo dei Normanni. Solo io che non sto molto bene sono stata accompagnato al bagno, gli altri restano da ieri nell’aula”.

Il ‘blitz’ dimostrativo è stato compiuto a meno di 24 ore dalla manifestazione nazionale No Muos che si svolgerà oggi a Palermo a partire dalle 15. Sono attese migliaia di persone da tutta la Sicilia.  “Abbiamo letto e sentito che si parla di Black block violenti che vogliono infiltrarsi nel corteo – aggiunge Irene – Ma le nostre proteste sono sempre state pacifiche. Anche quando abbiamo fatto irruzione nell’area della base americana abbiamo cercato in tutti i modi di evitare gli scontri. Il nostro obiettivo è non fare costruire le antenne. E siamo venuti a Palermo per fare sentire che ci sentiamo traditi da Crocetta e da tutti i deputati dell’Ars”.

Gli attivisti No Muos hanno diffuso da sala d’Ercole un comunicato stampa in cui ribadiscono le ragioni dell’occupazione: “Il Muos è uno strumento di sopraffazione militarista e di insensibilità verso la salute delle persone. Serve a fare la guerra, a pilotare i droni per neutralizzare il rischio dell’obiezione di coscienza, ferire la carne viva del popolo niscemese. Il movimento No Muos – spiegano ancora gli attivisti – si oppone al fatalismo rassegnato con cui qualcuno vorrebbe farci credere che tutto questo sia inevitabile, che la soggezione del presidente Crocetta verso le autorità statunitensi sia l’unico abito che il popolo siciliano può indossare in questo momento cruciale della nostra vita collettiva”.

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Giornalista pubblicista