SIRACUSA VINCIULLO: VIRUS DELLA BLUETONGUE IN SICILIA, QUALI INTERVENTI?

Adeno-Associated virus(cassibile.com) SIRACUSA – Nei giorni scorsi, nel trapanese, oltre duemila ovini sono morti per aver contratto il virus della bluetongue, detto anche morbo della lingua blu. Altri focolai sono stati riscontrati, dai controlli effettuati dai servizi veterinari, anche nelle provincie di Messina e Palermo, facendo intravedere una possibile e concreta propagazione del virus, che potrebbe presto espandersi ed estendersi all’intero territorio regionale siciliano.

Lancia l’allarme su questo grave pericolo l’On. Vincenzo Vinciullo, Vicepresidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ dell’Ars, che ha presentato un’interrogazione parlamentare su questa vicenda.
La moria di intere greggi con il bluetongue, – spiega l’On. Vinciullo – rappresenta, per gli allevatori siciliani, una perdita economica pesantissima, non facilmente sostenibile in un momento in cui l’intero settore subisce gli effetti negativi della crisi economica che sta colpendo il nostro Paese e la Zootecnia in modo particolare, oltre a costituire un pericoloso fattore di rischio per la catena alimentare, in quanto spesso, animali colpiti dal morbo vengono macellati di nascosto, sfuggendo ai controlli sanitari.

Inoltre – continua l’On. Vinciullo – l’abbattimento dei capi infetti e la conseguente distruzione delle carcasse, che costituisce una gravosa perdita economica per gli allevatori, potrebbero indurre quest’ultimi a nascondere lo stato dei propri animali.
Il danno stimato dalle associazioni degli allevatori, ad oggi, sembra aver raggiunto il milione di euro”.
“E’ opportuno, quindi, – conclude l’On. Vinciullo – che il Governo della Regione intensifichi i controlli, attraverso i servizi veterinari provinciali, per contenere la diffusione del virus ed evitare che carni infette possano raggiungere la distribuzione alimentare e valutare, in sede di variazione di bilancio, la possibilità di destinare dei fondi agli allevatori danneggiati per contenere il danno economico e scongiurare il collasso di un settore già fortemente penalizzato dalla crisi economica che attanaglia l’Isola”.