TUBERCOLOSI A SIRACUSA, ASP: “NON RISULTA UNA MAGGIORE INCIDENZA”

asp_siracusaBISW(cassibile.com) SIRACUSA – “Nel prendere atto della sensibilità del M5S nei confronti di importanti problematiche di sanità pubblica, come ad esempio la malattia tubercolare, si deve però evidenziare come tante notizie riportate in articoli di stampa, nascano da una scarsa conoscenza della materia trattata. Prima di ricorrere a notizie allarmistiche o a interpellanze politiche, sarebbe stato quanto mai opportuno incontrare i competenti organi sanitari dell’Asp di Siracusa per avere una risposta a specifiche domande o infondati dubbi: un incontro costruttivo e propositivo per fare luce e chiarezza”. E’ quanto afferma il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa Mario Zappia che sulla vicenda ha chiesto chiarimenti al direttore del Servizio di Epidemiologia Lia Contrino e al responsabile dell’ex Dispensario Antitubercolare Mario Schisano.

“Al fine di tranquillizzare la popolazione – sottolineano i dirigenti Lia Contrino e Mario Schisano –  si segnala che l’Asp di Siracusa segue con particolare attenzione la problematica tubercolare e che vengono sempre osservate le previste procedure ministeriali per la profilassi (e cura) della malattia, al fine di evitare il diffondersi della stessa.

Volendo entrare nel dettaglio degli articoli di stampa per cui sarebbe impossibile argomentare con poche parole tutte le confutabili notizie riportate negli stessi, ci preme intanto fornire i dati reali della nostra attività.

Poiché i casi di tubercolosi sono soggetti a notifica obbligatoria da parte di qualsiasi medico ne venga a conoscenza mediante la compilazione di una scheda di sorveglianza ad hoc, questo Servizio di Epidemiologia ha avuto notificato dal primo gennaio 2010 ad oggi 73 casi accertati di malattia tubercolare che rappresentano un’incidenza di circa 5 casi di malattia/100.000 abitanti per anno. Quindi, anche ipotizzando una sottostima delle denunzie dei casi di malattia, tali dati si discostano dal dato di incidenza di circa 10 casi di malattia /100.000 previsti dall’OMS in Italia.

Relativamente alle forme di infezione tubercolare latente, così come previsto “dall’Aggiornamento delle Raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi”, emanate del Ministero del Lavoro e della Salute e delle Politiche Sociali del 2009, l’opportunità di adottare programmi di screening relativi all’infezione tubercolare, anche se limitata a particolari contesti o situazioni epidemiologiche è ancora oggetto di dibattito tra gli esperti e i ricercatori.

Pertanto, alla luce delle suddette direttive l’intradermo reazione di Mantoux (test utilizzato per la diagnosi della infezione tubercolare latente) viene utilizzato come test per la diagnosi di infezione tubercolare nei contatti di casi di malattia. L’esecuzione del test viene inoltre effettuata in  quanti richiedono la certificazione di “Sana e robusta costituzione” per l’idoneità al pubblico servizio, studenti di alcuni istituti (alberghiero), per il rilascio di licenze per alcuni attività commerciali , ecc.

Nell’applicazione di tali indicazioni i dati di attività rilevati dai registri dell’ex-dispensario, evidenziano un dato medio di circa 1.500 persone testate per anno con una percentuale di positivi di meno del 10%. Risulta quindi facilmente deducibile come il dato riportato di 40.000 persone  positive al test nella sola provincia di Siracusa, non rappresenta il dato reale quanto una possibile stima, probabilmente dedotta dalle indicazioni del sopra citato documento del Ministero “E’ stato stimato che circa un terzo della popolazione mondiale ospita il bacillo della Tubercolosi allo stato di latenza”.  In ogni caso tale dato fa riferimento alla popolazione mondiale senza differenziare tra le zone ad elevata endemia del pianeta.

Non risulta inoltre dai nostri dati una maggiore incidenza di forme tubercolari in fase attiva nell’area di Cassibile né tra i residenti né tra i componenti della comunità degli immigrati.

Si fa presente infine, per rassicurare la popolazione della nostra provincia, che se pur vero che la Tubercolosi rappresenta un’emergenza di salute pubblica di primario interesse, è pur anche vero che l’obiettivo del controllo della malattia è una emergenza regionale, nazionale e mondiale e non certo solamente locale. Per tale motivo a livello regionale è stata istituita una Commissione per la Tubercolosi, in cui è presente anche un Dirigente della nostra Azienda, al fine di condividere un documento dal titolo:”Controllo  della Tubercolosi: Obiettivi di Salute, Standard e Indicatori- 2012-2016” esitato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 20 dicembre 2012”.