Nel 2026 l’addio con 40 concerti tra sogni, memoria e futuro
Claudio Baglioni annuncia il ritorno a Lampedusa il prossimo 27 settembre, per l’anteprima gratuita del Grand Tour 2026, tournée di 40 concerti che toccherà alcune tra le più suggestive località italiane. La scelta dell’isola non è casuale: dal 2003 al 2012, Lampedusa fu il cuore del festival O’ Scià, voluto e curato dal cantautore stesso. Ora, per il lancio del suo tour finale, Baglioni punta nuovamente al simbolico approdo in un luogo profondamente legato alla sua storia personale e artistica.
Durante l’incontro sulla Terrazza degli Aranci dell’Hotel Hilton a Roma, Baglioni ha confermato che il concerto del 27 settembre sarà a ingresso libero. La location più probabile è l’area nei pressi del Porto Nuovo, dove è stato recentemente ristrutturato un campo sportivo, lo stesso che accolse Papa Francesco durante la sua prima visita informale da pontefice. Il cantautore, visibilmente coinvolto, ha dichiarato che si stanno valutando tutti i dettagli per accogliere nel migliore dei modi il pubblico.
L’evento lampedusano rappresenterà l’anteprima della tournée estiva 2026, intitolata “La vita è adesso GrandTour”, ispirata al celebre album del 1985. L’itinerario coprirà tutta la Penisola tra giugno e settembre dell’anno prossimo. A margine della conferenza stampa, Ferdinando Salzano, produttore con Friends&Partners, ha rivelato che l’intero calendario sarà annunciato proprio il 27 settembre, mentre i biglietti saranno disponibili in anteprima per i membri del fanclub a partire dal 29 settembre, e aperti al pubblico dal 2 ottobre.
Ogni tappa sarà pensata in modo diverso, ha sottolineato Baglioni, confermando il desiderio di trasformare il tour in un viaggio immersivo tra cultura, storia, paesaggi e memoria collettiva del Paese. L’artista ha descritto il tour come un “viaggio lungo di conoscenza e scoperta”, durante il quale saluterà il suo pubblico nei luoghi che rappresentano il patrimonio materiale e immateriale dell’Italia.
Tra i sogni che Baglioni accarezza per questo saluto alla scena musicale, uno riguarda l’aeroporto di Centocelle, a Roma, nel quartiere dove è cresciuto. Un luogo carico di significati, definito “mitico” dallo stesso cantautore. Sarebbe, secondo le sue parole, il modo ideale per chiudere il cerchio, in un punto d’inizio che si trasformerebbe simbolicamente in punto d’arrivo. Baglioni ha evocato il ricordo di un’esibizione del 1964 in un festival di quartiere, dove, per volere della madre sarta, salì sul palco con una camicia rosa e pantaloni celesti.
Il ritorno a Lampedusa e il sogno di Centocelle sono due poli emotivi e simbolici che si legano al progetto artistico e umano che l’autore romano ha costruito lungo cinquant’anni di carriera. In parallelo all’annuncio del tour, Baglioni ha confermato il ritiro definitivo entro il 2026, come già dichiarato lo scorso anno. “Saranno gli ultimi mille giorni”, ha ribadito. “Non ho cambiato idea. È stata una decisione difficile, ma giusta”.
Il congedo sarà accompagnato anche da una riedizione del suo album più iconico, “La vita è adesso”, che esce domani, 6 giugno, esattamente quarant’anni dopo la pubblicazione originale. La nuova versione, intitolata “La vita è adesso, il sogno è sempre”, sarà distribuita da Sony Music Italy in doppio vinile, formato digitale Dolby Atmos, CD e versione deluxe, che comprende una serie di contenuti extra curati in ogni dettaglio.
Il disco è stato completamente risuonato e ricantato dal vivo in studio, con nuovi arrangiamenti e la partecipazione di 21 musicisti e coristi, nei celebri Forum Studios di Roma. L’intento, ha spiegato Baglioni, non era rivisitare con nostalgia, ma riportare in vita un progetto “come se fosse la prima volta”. Ogni brano è stato registrato collettivamente, senza separazioni tra gli interpreti, con l’approccio artigianale e diretto dei dischi di una volta.
Ad accompagnare l’edizione celebrativa, un cofanetto super deluxe realizzato da Edizioni Curci, in tiratura limitata di mille copie numerate. Il cofanetto comprende tre elementi principali: un coffee table book a firma dell’artista visivo Emiliano Ponzi, una versione esclusiva del doppio vinile nero e una cartolina autografata da Baglioni. Le illustrazioni di Ponzi reinterpretano in chiave visiva i temi delle canzoni, offrendo un percorso parallelo che unisce immagine e musica.
Il titolo originario pensato nel 1985 per l’album era “Un bar sulla città”, ispirato ai momenti trascorsi da Baglioni seduto al tavolo dello storico bar dello Zodiaco, con vista su Roma. Proprio in quel luogo, tra gelati al cioccolato, quaderni, e pennarelli, nacquero molte delle parole dell’album. Lì, al termine delle giornate di scrittura, alzava il bicchiere in un brindisi solitario e collettivo insieme. Da quell’esperienza nacque la frase che poi sarebbe diventata il titolo: “La vita è adesso”.
Il disco fu un successo straordinario, con oltre 4,5 milioni di copie vendute in Italia e 27 settimane consecutive in vetta alla classifica. Un primato rimasto ineguagliato nella discografia nazionale. Baglioni ha confessato che inizialmente pensava di aver realizzato un album troppo verboso. I numeri e l’accoglienza del pubblico dimostrarono il contrario.
Il progetto di riedizione non è un’operazione di facciata, ha chiarito il cantautore, ma un tentativo autentico di restituire vitalità a un’opera centrale nella musica italiana. Non si tratta di restaurare ciò che è stato, ma di renderlo ancora vivo e capace di parlare al presente. Il concetto visivo del packaging, le foto in studio scattate da Toni Thorimbert, che già firmò la copertina del 1985, raccontano questo ponte tra le epoche.
Con il Grand Tour del 2026, Baglioni si prepara dunque al suo ultimo grande viaggio tra le città, i mari, i monti, le piazze e gli stadi d’Italia. Ogni tappa sarà un atto unico. Ogni serata, una celebrazione del tempo presente e della memoria condivisa. “Sarà un tour diverso da tutti gli altri”, ha sottolineato chi cura la produzione. E sarà il modo con cui uno dei protagonisti della musica italiana degli ultimi cinquant’anni saluterà definitivamente il suo pubblico. Senza rimpianti, con lo sguardo rivolto sempre in avanti.
(Lul/Adnkronos)
