Sei misure cautelari eseguite nel centro di Catania
Aggressione minori – Nella prima mattinata la Polizia di Stato di Catania ha eseguito un’ordinanza cautelare firmata dal GIP del Tribunale per i Minorenni nei confronti di sei ragazzi, ritenuti gravemente indiziati – nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva – del reato di lesioni personali pluriaggravate per futili motivi e con l’utilizzo di un tirapugni.
Il provvedimento arriva al termine di un’articolata attività investigativa che ha ricostruito nei dettagli quanto avvenuto la notte del 3 gennaio 2026 nel cuore di Catania, nei pressi di Piazza Stesicoro, luogo abitualmente frequentato da adolescenti e giovani nelle ore serali.
La spedizione punitiva in centro
Secondo quanto accertato, un gruppo di minori avrebbe individuato due coetanei trasformandoli in bersaglio di una violenta aggressione. Un’azione rapida, organizzata secondo la dinamica tipica del branco. Prima gli insulti. Poi il pestaggio. Calci, pugni e l’uso di un tirapugni che ha aggravato in modo significativo le conseguenze fisiche per una delle vittime.
I due ragazzi colpiti sono stati soccorsi e trasportati in ospedale. Le prognosi parlano di 41 e 10 giorni. Uno dei giovani ha riportato la frattura della zona orbitaria e profonde lesioni alla retina. Lesioni che hanno richiesto interventi chirurgici delicati e che hanno fatto temere possibili danni permanenti alla vista.
Un episodio che ha scosso il centro cittadino e acceso nuovamente i riflettori sul fenomeno della violenza giovanile nei luoghi della movida.
Le indagini della Squadra Mobile
Determinante il lavoro della III e IV Sezione Investigativa della Squadra Mobile. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze, analizzato immagini dei sistemi di videosorveglianza e passato al setaccio numerosi contenuti diffusi sui social network. Un monitoraggio incrociato che ha consentito di ricostruire la dinamica e di individuare i presunti responsabili.
Gli indizi raccolti sono stati ritenuti gravi nei confronti di sei degli otto giovani complessivamente indagati, tutti incensurati. Dopo l’interrogatorio preventivo, il giudice ha disposto per quattro di loro il collocamento in comunità, mentre per gli altri due è stata applicata la permanenza in casa.
Misure cautelari calibrate in base alla gravità delle condotte contestate e al ruolo ricoperto durante l’aggressione.
Daspo Willy e ammonimento
Parallelamente all’azione giudiziaria, il Questore ha attivato le misure di prevenzione. A seguito dell’istruttoria curata dalla Divisione Polizia Anticrimine sono stati emessi otto provvedimenti di “Daspo Willy” nei confronti dei minori imputabili coinvolti nella vicenda.
Il provvedimento vieta l’accesso ai locali pubblici e alle aree urbane teatro dell’aggressione, con l’obiettivo di prevenire ulteriori episodi di violenza.
Per il minore di età inferiore ai 14 anni, non imputabile per legge ma ritenuto coinvolto e indicato come colui che avrebbe utilizzato il tirapugni, è stato disposto un ammonimento formale.
Un segnale forte contro la violenza giovanile
L’operazione denominata “Il Branco” rappresenta un intervento mirato contro un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più preoccupanti. L’azione coordinata tra autorità giudiziaria minorile e Polizia di Stato punta a interrompere sul nascere dinamiche di gruppo fondate su sopraffazione e ricerca di consenso attraverso la violenza.
L’intervento tempestivo, l’adozione di misure restrittive e l’applicazione dei provvedimenti di prevenzione segnano una risposta netta dello Stato. Un messaggio chiaro. La tutela dei minori vittime e la sicurezza degli spazi urbani restano priorità assolute.
