Cassibile, Contrada Palazzo, fondi della CEE, unica speranza per sanarla

Contrada Palazzo, via Giosuè Carducci

CASSIBILE – Anche Contrada Palazzo, insieme alle altre strade, è nella mente dei consiglieri di quartiere. Il Centrosinistra, in particolare, si è confrontato con il consigliere comunale di Siracusa, Giuseppe Casella, che da molto tempo segue questa faccenda.

“Per Contrada Palazzo stavo tentando io, quando a suo tempo, ero Assessore al Decentramento e alla Protezione Civile”. Ha detto Giuseppe Casella.

“La situazione lì, purtroppo, è un po’ anomala – spiega il consigliere. Contrada Palazzo nasce come zona artigianale e commerciale. Chi a suo tempo comprava l’appezzamento di terra era solo per quel motivo, consapevoli che non avvrebbero mai potuto fare delle abitazioni. I cittadini circa 23 anni fa sottolinea Casellahanno cominciato ad acquistare le prime terre, perché il costo era nettamente inferiore rispetto a quello della zona centrale del paese. Da un pezzo di terra a un altro racconta il consigliere – sono sorte ugualmente i primi tetti, era il periodo dell’abusivismo. Ed è qui che nasce il problema! La zona destinata ad artigianale e commerciale diventa, dunque, zona mista. Il comune di Siracusa è stato, pertanto, costretto ad intervenire con le sanatorie. Il comune, e ne sono convinto di questo – ribadisce il consigliere comunale – non potrà mai urbanizzare Contrada Palazzo perché il costo è altissimo, per farlo ci vogliono circa 17 milioni di euro”.

Una soluzione ci sarebbe ed è quella di utilizzare i fondi europei. “Spesso si parla di dissesto idrogeologico. Ha spiegato Casella. Il naturale deflusso delle acque a Cassibile va verso il Vallone Mortellaro, se noi presentassimo alla Comunità Economica Europea (CEE) un progetto comunale per la raccolta delle acque bianche, appena esce un bando, faremo sia l’utile, sia il dilettevole. Con i fondi europei – evidenzia il consigliere – da una parte possiamo raccogliere l’acqua piovana che scende da tutto Cassibile, facendo delle condotte che impedirebbero allagamento delle strade. Poi – aggiunge – con gli stessi fondi possiamo fare anche una doppia funzione, quella di sanare Contrada Palazzo. Questo è l’unico modo non ci sono altre soluzioni”.

“Il Comune – dice ancora in consigliere del Megafono – non spederebbe mai una cifra del genere. Io questo l’ho sempre detto, anche durante le campagne elettorali. Alla domanda dei cittadini quando fate queste strade, io ho sempre risposto: ‘Mai’. In Contrada Palazzo, infatti, durante il periolo elettorale non sono mai andato, proprio per questo motivo: è inutile cercare i consensi quando si sa benissimo che la situazione è questa. Io sono onesto conclude Casella – e dico come stanno le cose”.

[Questa è la situazione attuale di Contrada Palazzo, foto inviate da una residente, la signora Maria Luisa Di Bella].

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1 Commento

  1. Ho letto, riletto e riletto ancora l’articolo per essere sicura di avere capito bene il messaggio che il consigliere Giuseppe Casella ha voluto comunicare riguardo la sistemazione di contrada Palazzo. Dentro le parole del consigliere leggo: “ 17 milioni di euro per sistemare la contrada il Comune non li ha, ma anche se li avesse non vi spenderebbe neanche un euro bucato in quanto quei lotti di terreno furono acquistati dagli attuali residenti per due soldi e nel periodo dell’abusivismo. Quindi ora cosa vogliono? Le strade asfaltate? Peggio per loro. Non se ne parla proprio!”. La soluzione proposta dal consigliere appare lontana per poter essere realizzata … mille galassie!!!
    Non penso proprio che il Comune voglia umiliarci a tal punto da non sistemare la condrata perché acquistammo per poco prezzo ( il valore commerciale dei terreni in zona, all’epoca, erano quello!)
    Faccio presente che codesti residenti hanno pagato, a fior di soldoni l’abusivismo commesso, le opere di urbanizzazione, hanno pagato la SIA8 per poter avere l’allaccio alla rete idrico- fognaria, a tutt’oggi pagano la TARES e che TARES!!!. Pertanto non si ritengono colpevoli di alcun “inciucio” . Concludo dicendo che anche “Fontane Bianche”, all’epoca era tutta uliveti e mandorleti,oggi è diventata zona residenziale. I lotti furono acquistati per due soldi e nello stesso periodo del citato abusivismo dall’elite della società siracusana che, oltre a possedere la casa in città voleva avere la villa al mare per trascorrervi le ferie!. E così compro’ per poco prezzo quei lotti, costruì abusivamente e poi sanò. Proprio come noi. E allora?…

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