Festa del Battesimo del Signore: un giorno d’amore a Cassibile

volo-colombadi Annalisa Amico
“Il Signore non è venuto per farsi notare, siamo noi che dobbiamo testimoniarlo”. Questo è lo slogan che ha mobilitato l’intera comunità cassibilese nel giorno del Battesimo del Signore. Padre Salvatore Arnone, accompagnando la piccola parrocchia di San Giuseppe alla riscoperta del proprio battesimo, ha chiamato alle armi il suo esercito di volontari che ha disseminato un giorno di pace marciando verso le famiglie più bisognose, portando cibo e sostegno, incontrando la solitudine di chi è colpito da una malattia o da una perdita, visitando gli ammalati presso l’ospedale di Avola, offrendo il conforto di una preghiera agli ospiti del carcere di Cavadonna o agli abitanti di comunità alloggio e tanto altro ancora…

“Non sentiamoci al sicuro – incalza padre Salvo – oggi siamo francesi anche noi fratelli. Dobbiamo lasciare la nostra impronta di vita per combattere l’impronta di morte che alcuni terroristi stanno cercando di imprimere nella vicina Francia e non solo. Non facciamo finta di non sapere e vedere questo, ma anche di tutte quelle famiglie qui a Cassibile che non riescono a sfamare i propri figli. Questo deve essere il nostro modo di dirci battezzati”.

Tutti i gruppi parrocchiali hanno dato il proprio contributo per testimoniare il proprio battesimo. I catechisti con l’aiuto dei ragazzi di comunione e cresima e dei genitori hanno spiegato il significato di questa festa religiosa con una piccola drammatizzazione posizionata all’interno della messa delle ore 11 intonando con il coro dei bimbi i canti di pace.

Durante la messa serale la comunità neocatecumenale, i ragazzi del volantino parrocchiale Parole in Marcia e il coro degli adulti, hanno sottolineato i diversi momenti della festa battesimale. Infine, sotto una luce crepuscolata che adornava la piazza cassibilese delle ore 19, una piccola fiaccolata ha disegnato i volti dei tanti accorsi. Padre Salvatore ha guidato un ultimo momento di preghiera prima di liberare le ali ad una colomba bianca. Noi abbiamo indirizzato quel suo volo verso la Francia e prima ancora dentro di noi … perché con la pace, fratelli cari, niente è ancora del tutto perduto.
da Annalisa Amico

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Giornalista pubblicista