I maestri del Circo Acquatico spiegano cos’è una “vita da circense”

di Elisa Guccione (Sicilia & Donna)
“Imparare dal circo e dalla sua arte per diventare artisti completi. Non dimentichiamo che i più grandi artisti provengono da questo mondo”. Così Alfredo Lo Piero, direttore artistico del Centro Studi Laboratorio d’ Arte e organizzatore dell’incontro-seminario dedicato all’affascinante mondo del circo dà il benvenuto al pubblico presente. Nell’accogliente sala della Scuola Cinema di via Caronda in un’atmosfera di felliniana memoria i Maestri del Circo Acquatico Dell’Acqua: Arianna e Massimiliano Dell’Acqua, Nino Scaffidi e Giuseppe Pisani spiegano cosa significhi vivere da circensi tra quotidianità e luci della ribalta.

“Come nella vita di tutti i giorni anche nella nostra attività artistica è necessario sperimentare ed approfondire le nostre normali inclinazioni – sottolinea il giocoliere Massimiliano Dell’Acqua, – per diventare bravi e poter affrontare il pubblico, a prescindere dalla disciplina in cui si è specializzati, bisogna studiare ed impegnarsi per circa quattro, cinque ore al giorno per almeno cinque anni. Non è un mestiere che si può inventare”.

Un pomeriggio all’insegna del divertimento e della sana curiosità, che ha entusiasmato grandi e piccini senza dimenticare le problematiche quotidiane. Coinvolgente l’esibizione del contorsionista Giuseppe Pisani, che in pochi istanti ha entusiasmato tutti i bimbi presenti. “Fare il dislocatore, ovvero il contorsionista, – descrive Giuseppe Pisani – non è facile e non si può fare per sempre; dopo i trent’anni si è già anziani per questo tipo di movimento, quindi bisogna sempre avere un’alternativa per lavorare in questo mondo. Sto già pensando a dedicarmi ad un altro tipo di attività artistica”. Grande interesse e partecipazione da parte anche dei genitori che, sotto la guida di Massimiliano Dell’Acqua, si sono cimentati nel volteggiare le clavette suscitando l’ilarità di tutti. Intenso ed emozionante il momento dedicato alla conoscenza di rettili, ragni e scorpioni magistralmente gestito da Nino Scaffidi che, dopo le iniziali paure di alcuni dei presenti, ha dato la possibilità a bambini ed adulti di poter “accarezzare” il cucciolo di un pitone.

Sono stati affrontati anche temi particolari e alquanto spinosi come le interminabili diatribe con gli animalisti sullo sfruttamento degli animali e le leggi ministeriali adibite alla salvaguardia degli spettacoli circensi. “Il Ministero dei Beni Culturali stanzia 6 milioni di euro all’anno per gli spettacoli equestri e viaggianti – spiega Nino Scaffidi, ex geometra e futuro papà, diventato circense per amore della compagna Arianna Dell’Acqua e attratto sin da ragazzino da questa particolare forma d’arte – i Dell’Acqua percepiscono dodici mila euro l’anno che vanno via in pochi mesi per sfamare parte dei nostri animali. Noi rispettiamo e curiamo ogni animale del nostro circo e li addomestichiamo stimolando alcuni comportamenti legati alla fisiologia della loro natura, non stravogliamo nessun equilibrio naturale. Maltrattare un animale significa non solo provocare inutilmente dolore ma anche distruggere il nostro potenziale lavorativo. Ben vengano le prese di posizione degli animalisti, basta che siano fatte con educazione e rispetto, perché anche noi vogliamo che gli animali siano tutelati”. Non tutti i Comuni sono attrezzati ad ospitare l’imponente famiglia del circo con i loro camion e i loro animali. “Molti Comuni – aggiunge Arianna Dell’Acqua – non hanno uno spazio necessario da offrirci, nonostante debbano stilare per legge un elenco delle aree disponibili per l’installazione dei circhi, dobbiamo necessariamente optare per delle costose strutture private. Il circo è un’azienda e come tale sta soffrendo questo momento crisi, ma finchè ci sarà un bambino la nostra attività non morirà mai”.