Terremoto in Sicilia tre scosse all’alba registrate da Ingv

La terra trema nello Stretto di Messina e alle isole Eolie

Una sequenza di tre eventi sismici ha interessato la Sicilia nelle prime ore della mattina. I sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno rilevato i movimenti tellurici in due aree distinte, localizzate rispettivamente nei pressi dell’arcipelago delle Eolie e nella zona dello Stretto di Messina. Le rilevazioni si sono succedute nel giro di meno di trenta minuti.

La scossa principale nel mar Tirreno

Il fenomeno di intensità maggiore si è verificato alle ore 5:51 nel bacino marittimo che circonda le isole Eolie. I tecnici della sala sismica di Roma dell’Ingv hanno calcolato una magnitudo pari a 3.9 della scala Richter. L’ipocentro di questo specifico terremoto è stato localizzato a una profondità molto elevata, stimata a circa 306 chilometri sotto il livello del mare. Proprio la notevole profondità della sorgente sismica ha fortemente attenuato la propagazione delle onde verso la superficie. Di conseguenza, la popolazione locale non ha avvertito distintamente il movimento ondulatorio e non si segnalano disagi nelle isole dell’arcipelago.

Il doppio sisma nello Stretto di Messina

A breve distanza temporale dal primo evento, l’attenzione dei sismologi si è spostata sullo Stretto di Messina. In quest’area si sono susseguite due scosse consecutive di minore entità, caratterizzate dalla medesima intensità. La prima è stata registrata alle ore 6:04 con una magnitudo di 2.1 e un ipocentro individuato a 31 chilometri di profondità. Soltanto quindici minuti più tardi, precisamente alle ore 6:19, i dispositivi di monitoraggio hanno tracciato la seconda replica. Questo ulteriore movimento ha ricalcato i parametri del precedente, mostrando una magnitudo di 2.1 e una profondità focale di 30 chilometri.

Monitoraggio del territorio e sicurezza

Le autorità locali e la protezione civile hanno attivato i protocolli standard di verifica subito dopo le segnalazioni della rete nazionale. Fortunatamente, data la combinazione tra le magnitudo contenute nello Stretto e l’elevata profondità nel Tirreno, non sono pervenute richieste di soccorso. I controlli speditivi sulle infrastrutture strategiche e sugli edifici non hanno evidenziato lesioni o criticità strutturali. Gli esperti continuano a seguire l’evoluzione della situazione per cogliere eventuali variazioni del quadro geologico locale.

By Morena Zingales

Giornalista professionista

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