Cassibile, intitolata strada ad Angelo Sigona, bracciante ucciso nei moti del 68

CASSIBILE – Il sindaco, Giancarlo Garozzo, ha presieduto stamani alla cerimonia di intitolazione ad Angelo Sigona, bracciante agricolo morto nei “moti di Avola” del 2 dicembre 1968, dello slargo confinante con via Zaccarello, a Cassibile. Erano presenti anche il presidente della circoscrizione, Paolo Romano, il consigliere comunale Giuseppe Casella, il consigliere di quartiere Giuseppe Galati e i familiari di Sigona. Sul posto anche la famiglia Tiralongo che, insieme ai familiari di Sigona, ha voluto fortemente l’intitolazione di questo largo.

“Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia, l’altro morto di quella drammatica giornata, furono le vittime di una stagione fatta di accese contrapposizioni sociali dettate, essenzialmente, dalla richiesta di condizioni di vita più dignitose da parte dei ceti popolari e dalle resistenze al cambiamento da parte dei gruppi di potere dominanti”.

Lo ha detto in apertura il sindaco, Garozzo, aggiungendo: “La lapide che oggi scopriamo serve a far uscire dall’oblio il nome di un giovane di appena 25 anni che ha pagato con la vita la sua sete di giustizia sociale, ma allo stesso tempo ci deve tenere legati, in tempi di pesante crisi come quelli che stiamo vivendo, al valore della dignità della persone, che non può mai essere calpestata, neppure quando il confronto di fa più duro. I braccianti siracusani del ’68 chiedevano paghe più dignitose e nuove regole sul lavoro e sugli ingaggi. Trasferiamo queste richieste ad oggi, pensiamo ai lavoratori e ai pensionati che chiedono redditi più alti dopo anni di sacrifici, ai giovani e ai disoccupati che chiedono di entrare nel mondo del lavoro con prospettive più certe rispetto al precariato senza futuro. Pensiamo a Sigona e Scibilia e chiediamoci se il loro sacrificio, certamente ingiusto, non sia ancora attuale”.

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Giornalista pubblicista