Cassibile Siracusa, Forconi, dalle ore 22 di domenica 8 dicembre, è protesta

SIRACUSA – Si sa quando comincia, ma è ancora sconosciuta la data della sua fine. Il movimento dei Forconi alle ore 22 di domenica, 8 dicembre 2013, scenderà in strada a fare protesta. “Siamo liberi, con questa manifestazione di protesta lo dimostreremo sempre più”. Lo ha detto Mariano Ferro nella sua Avola, durante il comizio a 48 ore dalla protesta. “A chi mi chiede chi c’è dietro a Mariano Ferro, chi ci finanza, noi rispondiamo che la nostra benzina è il cuore e che non c’è sotto nessuno”.

Il leader dei Forconi contro ‘le malelingue’ che stanno osteggiando la manifestazione ha rilanciato: “Noi non bloccheremo nessuno, spiegheremo le nostre motivazioni e non costringeremo assolutamente nessuno. Io solo so con quanti sacrifici abbiamo unito la Sicilia all’Italia, quanti sacrifici facciano gli amici di Napoli quando mi invitano e mi pagano i biglietti, o gli amici del nord. L’Italia è una sola – ha sottolineato Ferro e da domenica sera sarà ancora più unita nella protesta civile”.

Mariano Ferro ha, inoltre, ricordato che si tratterà di una protesta dura ma pacifica. Nessuno ordinerà ai negozianti di fermarsi e chiudere le saracinesche. In strada saranno fermati soltanto i mezzi più grossi, non le auto. Diverso sarà se la manifestazione si estenderà e otterrà una risposta da parte della gente.

L’associazione autonoma di autotrasportatori Aias, intanto, ha revocato il blocco che avrebbero dovuto fare insieme al movimento dei Forconi. “Chi ci abbandona, queste sigle sindacali che all’ultimo si stanno defilando – conclude Mariano Ferro –, non capiscono che lo fanno a loro spese, perché loro ci lasciano, ma il popolo è sempre più con noi. Il popolo siamo noi e domenica sera lo dimostreremo”.

La protesta in teoria dovrebbe durare 5 giorni e quindi concludersi il 13 dicembre. Il leader dei Forconi però ha detto che si vuole continuare fino a quando il Governo non darà risposte.

I Forconi chiedono l’aiuto del popolo, ma quest’ultimo al momento è impegnato, nel timore di farsi trovare impreparato, a fare scorta di carburante per le loro auto, ma non di cibo. Altri, addirittura, sperano nel fallimento dell’iniziativa.