Il summit sulla Modernità europea approda a Ragusa

Modernità europea: Ragusa ospita il summit sulle vie storiche

Il prossimo 24 gennaio 2026, la città di Ragusa diventerà l’epicentro del dibattito storiografico globale con l’apertura dell’ottavo Convegno internazionale promosso dal Laboratorio degli Annali di storia. Sotto la guida intellettuale del professor Carlo Ruta, studioso che ha fatto dell’interconnessione tra le scienze il proprio marchio di fabbrica, l’evento si propone di smontare i compartimenti stagni della conoscenza accademica. Il progetto non è un’iniziativa isolata, ma il frutto di una cooperazione d’eccellenza che vede schierati gli atenei di Bari, Genova, Siena e la Unitelma Sapienza di Roma, insieme al prestigioso Laboratorio «Ferdinand Braudel». L’obiettivo dichiarato è quello di rintracciare i geni della Modernità europea all’interno di quel secolo, il XIII, che troppo spesso viene liquidato come una mera fase di transizione, mentre fu in realtà il vero crocevia della nostra civiltà attuale, come riporta Giovanna Corradini – Coordinatrice Area Multimediale – Laboratorio degli Annali di storia.

Il Duecento come acceleratore del pensiero occidentale

Nelle tesi che verranno presentate durante i lavori, il professor Ruta evidenzia come il rapporto tra la nascita delle lingue nazionali e l’esplosione delle letterature in volgare sia un terreno ancora in gran parte vergine per la ricerca. Non si parla di semplici variazioni grammaticali, ma di un’eruzione culturale che ha interagito profondamente con le basi della vita sociale. Il XIII secolo viene proposto come il momento culminante di una lunga incubazione, uno snodo in cui la logica e la scienza hanno iniziato a camminare autonomamente sotto l’influenza dell’aristotelismo fisico. Secondo il direttore scientifico, esiste un filo invisibile che lega i fenomeni letterari alle tecnologie materiali e ai modelli operativi dell’epoca. Esplorare queste connessioni significa, in ultima analisi, comprendere come l’uomo europeo abbia iniziato a guardare il mondo con occhi nuovi, più tecnici e meno dogmatici.

Un mosaico di saperi: dalla burocrazia notarile ai commerci marittimi

Il fitto calendario di interventi, previsto dalle 14:30 alle 20:00 di sabato 24 gennaio, offrirà una panoramica di incredibile ampiezza. Si inizierà con la relazione di Carlo Ruta sulle eversioni concettuali del Duecento, per poi passare ad analisi più specifiche: Sandra Origone illustrerà la figura del notaio come professionista del dialogo tra culture diverse, mentre Giuseppa Tamburello sposterà l’orizzonte verso la Cina e le sue influenze linguistiche. La figura di Dante sarà al centro della riflessione di Giuseppe Varnier, che lo descriverà come il poeta-filosofo motore di una rinascita intellettuale senza precedenti. Particolare rilievo sarà dato anche alle “cronache domenicane”, analizzate da Marco Leonardi, viste come un laboratorio pionieristico per lo studio della realtà oggettiva che circondava l’uomo medievale.

Dall’arte di Federico II alle sfide della navigazione ligure

Il convegno non dimentica l’impatto delle culture materiali nel Mezzogiorno d’Italia. Maristella Trombetta esplorerà la lirica d’arte nel Regno di Federico II, mettendo in luce come la bellezza e la politica si siano fuse in un linguaggio comune. Parallelamente, Emiliano Beri si addentrerà nei termini tecnici delle marinerie liguri, dimostrando come il lessico della cantieristica e dei commerci d’oltremare abbia costituito un pilastro fondamentale per la costruzione della lingua moderna. Questi contributi dimostrano che la Modernità europea è stata costruita anche sui ponti delle navi e nelle botteghe artigiane, non solo nelle aule universitarie. La multidisciplinarietà dell’evento è ulteriormente garantita dagli interventi di Alberto Cazzella sul problema indoeuropeo e di Antonello Folco Biagini sui processi multiculturali che legano l’età moderna a quella contemporanea.

Il confronto finale e le nuove frontiere della ricerca

La kermesse si concluderà domenica 25 gennaio con una tavola rotonda mattutina pensata per espandere i confini del dibattito e accogliere contributi aggiuntivi. Sarà un momento di sintesi necessario per ordinare la mole di informazioni emersa durante le sessioni precedenti. In questo spazio di riflessione, esperti come Nunzio Famoso e Pamela Kyle Crossley analizzeranno rispettivamente l’impatto del colonialismo inglese sulla letteratura gaelica e le diramazioni linguistiche nei mondi euroasiatici. L’atto finale vedrà il professor Ruta annunciare le coordinate del nono convegno internazionale, confermando Ragusa come una delle capitali europee della storiografia d’avanguardia.

By Rita Paltracca

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