Monitoraggio satellitare su Niscemi: ASI mappa la frana

La tecnologia cosmo-skymed vigila sul suolo siciliano Niscemi

NISCEMI, 30 gennaio 2026 – L’emergenza geologica che sta colpendo la Sicilia, in particolare il territorio di Niscemi dopo il passaggio del ciclone Harry, ha attivato una risposta tecnologica di altissimo livello. Un imponente movimento franoso, il cui volume è stimato in circa 350 milioni di metri cubi, è attualmente sotto la lente d’ingrandimento delle sentinelle spaziali dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). L’ente, agendo come centro di competenza per il Dipartimento della Protezione Civile, ha messo in campo le più avanzate risorse radar per garantire una sorveglianza millimetrica del terreno, fondamentale per prevenire ulteriori evoluzioni catastrofiche e proteggere l’incolumità pubblica dei cittadini residenti nelle aree a rischio.

La capacità di gestire una crisi di tale portata dipende dalla possibilità di confrontare lo stato attuale del suolo con la sua storia geologica recente. Grazie al piano MapItaly, un progetto decennale dedicato interamente alla sicurezza del territorio italiano, l’ASI ha fornito in tempi record – meno di 24 ore – oltre 400 immagini d’archivio. Questi dati, raccolti a partire dal 2010 dalla costellazione COSMO-SkyMed, offrono una risoluzione straordinaria di 3 metri su aree vaste di 40×40 chilometri.

Le informazioni digitali sono state immediatamente trasferite ai laboratori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Qui, attraverso l’elaborazione della tecnologia SAR (Radar ad Apertura Sintetica), gli scienziati sono in grado di rilevare variazioni strutturali impercettibili, individuando eventuali accelerazioni del fronte franoso che potrebbero richiedere evacuazioni repentine o interventi di consolidamento strutturale d’urgenza.

Il dispositivo di sorveglianza per la frana siciliana non parla solo italiano, ma si avvale di una solida cooperazione scientifica con l’Argentina. L’integrazione delle rilevazioni fornite dai satelliti argentini SAOCOM permette di combinare diverse bande radar, ottenendo una mappatura del danno e del rischio di estrema precisione. Questa sinergia tra Roma e Buenos Aires si sta rivelando vitale per fornire coordinate precise alle squadre di soccorso che operano direttamente sui pendii instabili.

L’efficienza del sistema ha ricevuto un ulteriore impulso lo scorso 2 gennaio con il successo della missione COSMO-SkyMed CSG-FM3. Lanciato dalla base californiana di Vandenberg, questo quinto satellite della flotta consolida il primato dell’Italia nel settore dell’Osservazione della Terra, permettendo tempi di sorvolo sulle aree critiche ancora più ravvicinati. La frequenza con cui i satelliti “fotografano” la zona di Niscemi consente infatti di monitorare l’evoluzione del dissesto idrogeologico quasi in tempo reale, offrendo dati preziosi per la modellistica predittiva della Protezione Civile.

Il programma COSMO-SkyMed, sviluppato dall’ASI in collaborazione con il Ministero della Difesa, rappresenta un’eccellenza assoluta dell’industria aerospaziale nazionale. Si tratta di una tecnologia “duale”, ovvero concepita per soddisfare sia le esigenze di sicurezza militare che le necessità civili di gestione dei disastri. I radar operanti in banda X sono progettati per penetrare la coltre nuvolosa, superare le tempeste di pioggia e operare in totale assenza di luce solare. In un contesto come quello siciliano, dove la stabilità del terreno è stata compromessa da eventi climatici estremi, avere a disposizione una tecnologia che non risente del meteo avverso rappresenta l’unica reale garanzia per una gestione proattiva e consapevole delle calamità naturali.

By Rita Paltracca

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