RAGUSA SAMPIERI SCICLI, SBARCO IMMIGRATI, DIVERSI I MORTI

EPSON DSC picture(cassibile.com) RAGUSA – Sarebbero tredici gli immigrati morti annegati sulla spiaggia di Sampieri a Scicli (Ragusa) durante lo sbarco avvenuto questa mattina. I corpi sono stati recuperati in acqua dalle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito sarebbero circa 250 i profughi sbarcati. A dare l’allarme sono stati alcuni turisti che erano sulla spiaggia di Sampieri quando hanno visto il barcone arenato e i migranti che si lanciavano in acqua nel tentativo di raggiungere la riva. Circa un centinaio di profughi sono stati soccorsi dalla guardia costiera in mare, altri sono arrivati sulla terraferma, altri ancora non ce l’hanno fatta e sono annegati prima dell’arrivo dei soccorsi. La polizia ha recuperato 13 corpi ma le vittime potrebbero essere di più.

“Per il viaggio siamo partiti dalle coste della Libia. Abbiamo pagato tra i 300 e i mille euro. Ci avevano detto di arrivare sulle coste di Sampieri perche’ cosi’ non saremmo stati identificati e saremmo riusciti a sfuggire dalle forze dell’ordine e avremmo potuto continuare il nostro viaggio la cui meta finale non e’ l’Italia”. E’ questa la testimonianza resa all’AGI da un migrante eritreo di 23 anni dopo lo sbarco in cui 13 suoi compagni sono morti annegati sulla costa di Sampieri a Scicli (Ragusa). “Siamo arrivati nella prima mattinata -racconta- e il nostro barcone si e’ arenato e pensavamo che l’acqua
non fosse cosi’ profonda. Il mare era agitatissimo. Ci siamo buttati in acqua e abbiamo cercato di arrivare alla costa che vedavamo vicino, ma l’acqua nera troppo profonda. Purtroppo molti nostri fratelli non ce l’hano fatta. Noi vorremmo soltanto essere aiutati”. Il profugo ha sostenuto che lui e i suoi compagni non avevano intenzione di fermarsi in Italia. “Per noi il vostro territorio e’ solo un posto dal quale passare perche’ io ad esempio voglio raggiungere i miei cugini in Germania”, ha detto.