(cassibile.com) CASSIBILE – Pubblichiamo integralmente una lettera ricevuta da due giovani cassibilesi, Martina Tuccitto e Corrado Bell’Arte, in merito alla seduta del CdQ di Cassibile tenutasi ieri, 10 ottobre 2013, in via delle Margherite 1.
di Martina Tuccitto e Corrado Bell’Arte
“Tante belle parole: collaborazione, coesione, insieme, vincere, unità, autonomia, e chi più ne ha più ne metta. Ma la verità è un’altra, anzi è l’esatto opposto quella che si verifica puntualmente all’interno delle sedute del Consiglio di Circoscrizione di Cassibile.
Tale appunto proviene da due giovani nonché cassibilesi che hanno scelto di vivere la vita politica in modo diverso, questo a dimostrazione del fatto che in questa lettera non parliamo di politica, ma di qualcosa di sottile che si incastra dapprima nei meandri dell’educazione personale e poi in quelli del rispetto per le persone altrui e soprattutto di chi ascolta.
La scena che, a dir di molti, si è proposta anche ieri durante il consiglio ha indignato oltre che noi, mittenti della lettera, molti presenti e consiglieri stessi. In due o tre occasioni si è verificata una situazione che aveva tutto il sapore di sceneggiata napoletana, dove gli attori principali sono il Presidente Romano e la vice-presidente Casella, i quali non perdono occasione per far notare ai presenti quanto astio ci sia tra loro, tra i loro diversi colori politici e perché no, tra le loro vicende personali. E non parliamo dei toni. Per esempio mentre relazionava il presidente della circoscrizione di Belvedere, la vice-presidente chiedendo a quest’ultimo se lui in prima persona seguisse le vicende della sua circoscrizione, ci portava a conoscenza del fatto che il nostro presidente questo non lo fa, e che si occupa poco del proprio ruolo; oppure, per esempio, quando la vice chiede delucidazioni circa l’autorizzazione della verniciatura delle ringhiere della piazza Conte Rosso portando sempre a nostra conoscenza come il presidente abbia autorizzato tali lavori senza averne parlato con il consiglio.
In merito a tale punto la vice presidente ci ha anche illustrato come Cassibile stia diventando o già lo è la Repubblica delle Banane, con tanto di spiegazione della terminologia a nostro parere molto esaustiva (vedi video da un’ora e 45 minuti). Più volte si richiama il regolamento, più volte si suona la campanella per invitare alla calma, più volte guardandoci in faccia con i presenti ci è scappata una risata. Ma dopo la risata la nostra immediata considerazione è stata: ma come mai i consiglieri non si alzano e se ne vanno per protestare contro tali situazioni?
Siamo veramente stanchi di assistere a questi comportamenti infantili davvero inappropriati ad una istituzione pubblica, qualsiasi sia il suo compito, dal consiglio di quartiere fino ai più alti organi di governo. E per questo motivo i nostri rappresentanti sono tenuti a mantenere un certo grado di serietà, che non si ottiene di certo suonando una campanella ma lasciando le loro vicende personali fuori dal consiglio, perché di vicende personali si tratta. Chiediamo quindi al Presidente e al Vice-Presidente di mettere in atto questa famosa “collaborazione” senza mettere in imbarazzo i consiglieri o i cittadini che assistono alle sedute.
Ci piacerebbe tanto, dopo aver assistito ad una seduta del C.d.Q, tornare a casa e poter dire quanto il nostro consiglio di quartiere sia efficiente e lavori in armonia, mentre l’unico messaggio che ci rimane impresso è più simile ad una barzelletta dove si da più importanza alle sciocchezze lasciando in secondo piano i nostri problemi o il lavoro dei consiglieri.
La nostra lettera vuole essere da una parte informativa per i cittadini che non possono essere presenti alle sedute e dall’altra parte invitare tutti i membri del consiglio ad essere propositivi come il regolamento impone e di evitare personalismi che deludono parecchio chi vi ascolta e soprattutto fanno perdere il senso di rappresentanza che voi dovreste mantenere saldo.
Per il resto, se ci sono asti, che ostacolano il buon andamento del consiglio, perché non li risolvete prima della seduta davanti ad un buon caffè? Chi vi ha votato e soprattutto vi ascolta, quindi i cittadini, hanno bisogno di forma e sostanza. Per la sostanza a quanto vediamo vi state impegnando, ma per la forma siete ancora alla genesi.”
