Mobilitazione Coldiretti Siracusa, “Adesso andiamo al succo”

La mobilitazione di Coldiretti “Adesso andiamo al succo” stamattina ha fatto tappa al mercato di Campagna Amica di Siracusa, in piazza Adda. All’appuntamento sono intervenuti il direttore regionale della Coldiretti, Giuseppe Campione e quello della Coldiretti di Siracusa, Pietro Greco. Per sostenere l’iniziativa hanno partecipato anche l’assessore regionale dell’Agricoltura, Ezechia Paolo Reale e quello comunale, Fabio Moschella.

Nel corso dell’evento sono state distribuite arance e volantini per illustrare le ragioni della mobilitazione. Con una produzione di arance di circa 4 milioni di quintali, la provincia di Siracusa è infatti al secondo posto regionale ma non c’è un pari riscontro economico soprattutto negli ultimi anni a causa dell’importazione sempre più massiccia. Dall’Egitto negli ultimi anni l’arrivo in Italia di agrumi è più che raddoppiato e a questa situazione già critica si aggiunge quella di marzo, quando la Commissione Politiche dell’Ue della Camera ha bocciato l’emendamento alla Legge europea 2013 che prevedeva l’aumento della percentuale di frutta nelle bibite dal 12 al 20 per cento.

“Abbiamo chiesto alle istituzioni della Sicilia di sostenere l’azione di Coldiretti per l’innalzamento della percentuale di frutta – ha affermato il direttore regionale della Coldiretti, Giuseppe Campione. Vogliamo che tutti prendano una posizione chiara ed ottenere garanzie prima di tutto di salubrità sia per i consumatori sia per i produttori. L’aumento della percentuale di frutta nelle bevande, infatti, considerato il consumo stimato di 50 mila chili di vitamina C in più all’anno da parte dei consumatori, concorrerebbe a migliorare la qualità dell’alimentazione e a ridurre le spese sanitarie dovute alle malattie connesse all’obesità in forte aumento. Inoltre questa modifica ristabilirebbe condizioni di equità della filiera, visto che un litro di aranciata con il 12 per cento di succo naturale contiene oggi solo 3 centesimi di euro di arance ed è venduta a un prezzo esorbitante”.

“Basterebbe l’aumento di un solo punto percentuale – ha spiegato il direttore provinciale della Coldiretti, Pietro Greco – per determinare un consumo di ben 250 mila quintali di prodotto in più pari a oltre 1.000 ettari di agrumeto, con benefici in termini di occupazione e crescita per il Paese. In Sicilia l’agroalimentare può infatti costituire la base dello sviluppo e di coesione territoriale. Ma in programma c’è anche un’altra iniziativa a sostegno dei prodotti locali e della qualità di ciò che mangiamo: proporremo il consumo di prodotti a chilometro zero nelle mense a tutte le scuole, dagli agrumi ai formaggi all’ortofrutta, in modo da garantire risvolti culturali per una sana alimentazione”.

“Sostengo questa iniziativa che, tra l’altro, rientra nella politica che sto portando avanti sin dal primo giorno del mio insediamento – ha sottolineato Ezechia Paolo Reale, assessore regionale dell’agricoltura – Una politica basata soprattutto sulla difesa dei prodotti siciliani attraverso un marchio di tutela identificativo che combatta la contraffazione e permetta la promozione del commercio estero dei nostri prodotti”.

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Giornalista pubblicista