Ragusa ospita il Forum e rilancia il dibattito sulle stragi

Storici, politici e attivisti analizzano depistaggi e responsabilità

Il 2° Forum sulle stragi in Italia si è svolto l’11 dicembre a Ragusa, presso il Laboratorio degli Annali di storia in via Pezza, dalle 15 alle 20. Un appuntamento che ha trasformato la città siciliana in un centro di riflessione civile e storica, con un confronto serrato tra studiosi, politici, attivisti e professionisti. L’iniziativa, ideata e diretta dal professor Carlo Ruta, segna un passo decisivo nel percorso avviato lo scorso agosto, in occasione del 45° anniversario della strage di Bologna.

Il progetto, scandito da incontri semestrali, si propone di affrontare le stragi italiane del secondo Novecento, molte delle quali rimaste senza colpevoli riconosciuti. L’obiettivo dichiarato è quello di aprire spazi di conoscenza e di indagine, superando i depistaggi che hanno ostacolato la verità per oltre mezzo secolo.

La data scelta non è casuale: il Forum si è tenuto alla vigilia del 56° anniversario della strage di Piazza Fontana, evento che nel 1969 segnò l’inizio della cosiddetta “strategia della tensione”. Ruta ha aperto i lavori con una relazione dal titolo Le stragi italiane, i silenzi lunghi e il tempo di cambiare passo, sottolineando la necessità di un approccio nuovo e coraggioso per ricostruire responsabilità e dinamiche.

Ragusa ospita il Forum e rilancia il dibattito sulle stragi

A seguire, il professor Miguel Gotor, docente di Storia moderna a Torino e Roma Tor Vergata, ha analizzato la strage di Piazza Fontana attraverso il memoriale di Aldo Moro del 1978, evidenziando i legami tra terrorismo, politica e tensioni istituzionali. Lo scrittore e giornalista Claudio Fava, già vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha invece ripercorso le stragi del 1992 e la trama dei depistaggi che ne hanno accompagnato le indagini.

La scrittrice e cronista investigativa Stefania Limiti ha focalizzato l’attenzione sulla nascita della strategia della tensione e sul ruolo di Piazza Fontana come snodo cruciale. L’avvocato Carmelo Incardona, già deputato regionale e presidente della Commissione Antimafia siciliana, ha affrontato il tema dei rapporti tra politica e affari in Sicilia, dagli anni di piombo fino alle dinamiche più recenti.

La seconda parte del Forum ha visto il contributo di numerosi esperti e attivisti. La deputata regionale Stefania Campo ha ricordato i grandi delitti siciliani dei primi anni Ottanta, da Piersanti Mattarella a Pio La Torre, fino al procuratore Gaetano Costa. Il medico legale Giuseppe Iuvara ha illustrato il ruolo della medicina legale nel riaprire indagini archiviate, mentre l’attivista Najla Hassan ha portato la prospettiva dei paesi mediterranei sull’eco delle stragi italiane.

Lo psicologo Alfredo Anania ha analizzato lo stragismo attraverso la dimensione simbolica del mito, mentre il docente Giuseppe Varnier ha ricordato la denuncia pubblica di Pier Paolo Pasolini nel 1975, che accusava i governi dell’epoca di occultare responsabilità. Infine, l’attivista Renato Agosta ha testimoniato sul clima sociale degli anni Settanta, segnati dalla percezione diffusa di un possibile golpe.

Il dibattito, moderato da Gianluca Floridia, ha messo in luce la pluralità di approcci e la necessità di un lavoro collettivo per ricostruire verità storiche e giudiziarie. L’organizzazione tecnica e multimediale è stata curata da Giovanna Corradini, che ha garantito la qualità e la fruibilità dell’incontro. La conclusione è stata affidata al professor Ruta, che ha tracciato un bilancio dei lavori e annunciato la data del 3° Forum sulle stragi in Italia, confermando la volontà di proseguire con costanza e rigore.

Il Forum di Ragusa ha rappresentato molto più di un semplice convegno: è stato un momento di coscienza collettiva, un’occasione per riaffermare il diritto alla verità e per ricordare le vittime di una stagione oscura della Repubblica. La partecipazione di storici, politici, attivisti e cittadini ha dimostrato che la memoria non è un esercizio sterile, ma un impegno civile che guarda al futuro. Il progetto di Ruta e del Laboratorio degli Annali di storia si configura come un percorso di lungo periodo, capace di unire ricerca accademica e sensibilità sociale. La sfida è quella di restituire dignità alle vittime e di costruire una narrazione condivisa che superi i silenzi e le omissioni.

Il Forum ha ribadito che la conoscenza delle stragi italiane non è solo un tema di studio, ma un nodo centrale per comprendere la storia politica e civile del Paese, come riporta il comunicato di Giovanna Corradini – (Area multimediale Laboratorio degli Annali di storia). Ragusa, con questo appuntamento, si è posta al centro di un dibattito nazionale, dimostrando che la ricerca della verità è un compito che appartiene a tutti.

By Rita Paltracca

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