
(cassibile.com) SIRACUSA – Per il miglioramento della refezione scolastica si punta sulla cogestione. Questa la proposta che il sindaco, Giancarlo Garozzo, e l’assessore alla Politiche scolastiche, Alessio Lo Giudice, assieme alla dirigente Rosaria Garufi, hanno presentato stamattina agli istituti di competenza comunale.
L’Amministrazione punta a evitare i disservizi e a tenere sotto controllo la spesa abbandonando il sistema del fornitore unico e coinvolgendo direttamente le scuole nelle gare e nella stipula dei contratti. In questo senso si andrà a breve, forse già la prossima settimana, alla costituzione di una commissione composta da Comune, dirigenti e genitori per definire tutti gli aspetti della questione, anche dal punto di vista normativo, con l’obiettivo di non interrompere il servizio.
“Abbiamo ereditato una situazione con molte criticità – ha detto il sindaco Garozzo, introducendo la riunione – motivo per cui vogliamo cambiare metodo e perseguire la strada del coinvolgimento delle scuole, certi che scaturiranno dei vantaggi per tutti. Tutto avverrà sempre con il sostegno finanziario del Comune e le necessarie garanzie di qualità.
Siamo convinti che questo obiettivo si possa raggiungere trovando più aziende sul territorio invece del fornitore unico chiamato a preparare un alto numero di pasti”.
Il servizio di refezione, sulla base di un appalto realizzato durante la fase commissariale, inizierà il 15 novembre. Per il futuro, la soluzione prevede che venga fissato un costo medio per ogni pasto uguale per tutte le scuole e che il Comune continui dare un contributo. Le singole scuole, poi, sceglieranno il fornitore assegnando il servizio sulla base di un elenco individuato dal Comune attraverso una manifestazione di interesse.
“La nostra principale preoccupazione è il rispetto dei bambini e dei loro diritti – ha detto l’assessore Lo Giudice –. Siamo convinti che attraverso questo sistema si potrà effettuare un servizio più aderente alle aspettative dell’utenza. Ci sono esperienze fatte in altre città che ce lo confermano e ci dimostrano che è possibile realizzare delle economie. Attualmente il Comune assicura la refezione solo alla scuola dell’infanzia, con questo sistema potremo estenderla anche alle Primaria, senza contare le ricadute positive per l’economia complessiva del territorio”.
