Siracusa, Asp, al via la Rete Reumatologica Provinciale

SIRACUSA – La Direzione aziendale dell’Asp di Siracusa ha completato l’iter per l’avvio della rete reumatologica nella provincia aretusea sul modello organizzativo e gestionale regionale di integrazione ospedale/territorio. L’iniziativa, in attuazione dei progetti obiettivo previsti dal Piano sanitario nazionale, consentirà di estendere l’offerta sanitaria su tutto il territorio provinciale abbattendo la mobilità passiva verso altre province di pazienti affetti da patologie reumatiche.

Dopo la pubblicazione del bando per i reumatologi avvenuta lo scorso mese di dicembre, ed i tempi necessari alla formulazione della graduatoria curata dal responsabile di segreteria del Comitato zonale Donatella Capizzello, gli specialisti individuati sono stati convocati per la firma del contratto di incarico e, conseguentemente, saranno avviate le attività cliniche di rete che potenzieranno l’offerta reumatologica già esistente nel Distretto di Siracusa e all’ospedale Umberto I.

Tutti e quattro i Distretti sanitari dell’Azienda, Siracusa, Noto, Augusta e Lentini, beneficeranno del progetto ed ogni Distretto avrà un numero aggiuntivo di sei ore di specialistica dedicata alla reumatologia. Anche l’attività di somministrazione delle terapie infusionali complesse, finalizzate al trattamento di malattie infiammatorie sistemiche complicate come il lupus eritematoso o la sclerodermia, potrà trovare attuazione in un “ambulatorio protetto”, con posti di day hospital funzionali, istituito nel presidio ospedaliero A. Rizza di viale Epipoli con la collaborazione dell’Unità operativa di Medicina Fisica e Riabilitativa ospedaliera diretta da Salvatore Denaro, potenziando in tal modo l’offerta già presente all’ospedale Umberto I.

“L’obiettivo che intendiamo raggiungere a Siracusa – sottolinea il commissario straordinario Mario Zappia – è quello di garantire in tempi brevi, attraverso i medici di medicina generale, l’accesso dei pazienti agli specialisti reumatologi e la loro presa in cura soprattutto in presenza di severa progressione di malattia, complicanze della stessa malattia o dei farmaci somministrati, e garantire l’accesso alla terapia con tutti i farmaci, inclusi i biotecnologici, monitorandone efficacia e tollerabilità.

Nel corso del 2014 le ore di specialistica ambulatoriale e di quelle dedicate all’integrazione ospedale-territorio nell’ambulatorio reumatologico protetto, potranno essere incrementate in relazione alla domanda ed ai risultati ottenuti”. Per il coinvolgimento dei medici di medicina generale nel processo di rete, che consentirà all’Azienda anche di partecipare allo sviluppo del registro regionale per le malattie reumatiche, saranno realizzati incontri distribuiti nei quattro Distretti della provincia, organizzati dal direttore della Medicina Fisica e riabilitativa ospedaliera Salvatore Denaro in collaborazione con il coordinatore per l’Azienda dei progetti del PSN Antonio La Ferla e la responsabile della Formazione aziendale Maria Rita Venusino.

“Sul versante epidemiologico si calcola che il 10 per cento della popolazione italiana – spiega il direttore sanitario Anselmo Madeddu – sia affetta da malattie reumatiche con una prevalenza dell’artrite reumatoide. E’ ampiamente dimostrato che diagnosi e terapia precoce dell’artrite reumatoide riducono significativamente la progressione del danno articolare e la disabilità. Qualunque trattamento farmacologico ha maggiore probabilità di ridurre la disabilità a 5 anni se iniziato precocemente. Il precoce invio allo specialista reumatologo migliora la prognosi a lungo termine della malattia e la precoce istituzione di un appropriato trattamento può ridurre il ricorso ai farmaci biotecnologici ad alto costo”.

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Giornalista pubblicista