Dall’ospedale a casa, la dialisi a domicilio

Dall’ospedale a casa: in provincia di Siracusa la dialisi si pratica anche a domicilio. Una nuova metodica che l’Azienda sanitaria provinciale aretusea ha intrapreso per consentire ai pazienti che hanno perduto la funzione renale una vita più normale senza la necessità di recarsi continuamente in ospedale.

L’emodialisi a domicilio viene applicata in totale autogestione; al paziente è affidato un modernissimo dispositivo delle dimensioni di un piccolo televisore dal peso di 30 chili, che può essere trasportato in un trolley e non richiede alcuna modifica strutturale dei locali in cui deve essere utilizzato. E’ sufficiente, infatti, collegarlo ad una presa della corrente. Grazie a tale sistema il paziente potrà continuare a condurre la sua quotidianità.

Rispetto al trattamento in ospedale, inoltre, questa metodica garantisce un recupero delle forze molto più rapido e un risparmio per le casse della sanità di 17.000 euro pro capite l’anno. Sono richieste soltanto due condizioni: non essere malati altamente critici e contare su un partner durante il trattamento casalingo. La novità segna una grande rivoluzione nel modo di fare dialisi.

L’Unità operativa Nefrologia e Dialisi del presidio ospedaliero Umberto I diretta da Giuseppe Daidone, che ha proposto alla Direzione aziendale l’avvio di tale metodica, provvederà a istruire il paziente e il partner sulle modalità piuttosto semplici di utilizzo dello strumento con un training di circa tre settimane. Solo quando paziente e partner avranno raggiunto un adeguato livello di destrezza nella gestione del macchinario comincerà il ciclo di sedute a domicilio.

[tabs type=”horizontal”][tabs_head][tab_title]Il paziente…[/tab_title][/tabs_head][tab]…naturalmente, verrà seguito periodicamente dalla struttura nefrologica ospedaliera con controlli accurati.[/tab][/tabs]

“Vi sono almeno tre buone ragioni per le quali ho accolto la proposta del dottore Daidone – spiega il commissario straordinario Mario Zappia -. La prima ragione è logistica: nei Paesi industrializzati, gli ospedali sono sottodimensionati rispetto alle esigenze di una popolazione a vita media crescente e che invecchia con una rapidità impressionante; dati i costi elevatissimi delle strutture ospedaliere, solo una politica sanitaria di deospedalizzazione rapida può permettere di fronteggiare le richieste crescenti. La seconda ragione è economica ed è legata al costo del lavoro dei Paesi “ricchi”, dove la spesa più importante dell’assistenza è quella legata agli stipendi dei professionisti sanitari. La deospedalizzazione, anche laddove l’assistenza a domicilio integra la cura domestica, è nettamente favorevole dal punto di vista economico. La terza ragione è culturale e riflette una tendenza alla rivalutazione dell’individuo nell’ambito clinico: si parla, infatti, con sempre maggiore frequenza, di trattamenti “sartoriali”, adattati alle necessità del paziente, e l’approccio cosiddetto “olistico”, globale, non è più solo confinato alle medicine complementari o alleate, ma è anche chiamato a modulare le terapie convenzionali. Tenendo conto del fatto che la terapia delle malattie renali croniche “end-stage” consuma il 3-5% di tutta la spesa sanitaria dei Paesi in cui la dialisi è disponibile senza restrizioni, non deve quindi stupire che il discorso della deospedalizzazione interessi profondamente l’ambito dialitico. Ho ritenuto che la dialisi domiciliare fosse una carta da giocare presto e bene perché consente di migliorare la qualità di vita dei pazienti, di rendere il trattamento più efficace e di abbattere i costi”.

“E’ oramai provata l’efficacia di un trattamento con queste innovative apparecchiature oltremodo semplici nell’uso ed affidabili – interviene il direttore di Nefrologia Giuseppe Daidone -. Siamo i primi in Sicilia ad utilizzarle forti degli importanti risultati ottenuti in campo internazionale e nazionale. Già due pazienti hanno fatto richiesta di essere inseriti nel programma. L’Unità operativa che dirigo e l’Area Funzionale Omogenea di Nefrologia dell’ASP di Siracusa che coordino amplia così l’offerta di trattamenti depurativi a favore dei nefropazienti. L’aspetto importante è il forte miglioramento della qualità di vita del malato che può continuare a lavorare e a viaggiare. I benefici delle cure domiciliari rispetto all’ambiente ospedaliero riducono dell’85% i tempi di recupero, dovuti alla spossatezza al termine del trattamento in ospedale, diminuiscono del 30% i sintomi depressivi e consentono un minor utilizzo dei farmaci antiipertensivi, sospesi nel 33% dei casi e ridotti nel 57%”.

Soddisfazione viene espressa da Toti Bianca vice segretario nazionale ANED: “Ci dichiariamo felici per l’avvio della dialisi domiciliare extracorporea nella provincia di Siracusa – dichiara -. Il malato che ha capito è colui che gestisce al meglio la malattia e la terapia e di conseguenza sopporta meglio. La dialisi domiciliare extracorporea è una metodica che il medico propone per lo più a quelle persone che vogliono e possono gestire al meglio la propria libertà di vita migliorando i rapporti familiari, di lavoro e di amicizia”.

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Giornalista pubblicista